Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

«Nei confronti di Taormina Arte è stato commesso un omicidio e non un suicidio» – Taormina Arte, si infuoca il dibattito. Dopo le interviste in esclusiva di BlogTaormina al Commissario straordinario della provincia regionale di Messina, Filippo Romano, e la domanda sulla vicenda Taormina Arte rivolta al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, sono arrivate le prime repliche da parte della classe politica taorminese. In attesa di qualche presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale, è stato il consigliere comunale d’opposizione, Eugenio Raneri, a replicare alle dichiarazioni dell’ultimo fine settimana. L’ex presidente del Consiglio comunale si dice sorpreso dal «silenzio assordante da parte dell’Amministrazione di Taormina», mentre lui, a quanto pare, non le manda a dire. «Al consustanziato precisino messinese è bene e da subito chiarire da parte mia che i suoi atti di indirizzo autarchici ad oggi adottati sull’argomento, peraltro legittimi, sono da ricondurre ad azioni di killeraggio politico e la jihad che ipotizza di esercitare nei confronti della città di Taormina e della sua comunità, per quanto mi riguarda e mi compete, sarà rintuzzata con ogni mezzo legittimo ed in ogni sede competente fino ad ottenere l’annullamento del suo mercenario integralismo. Ritengo altresì che nei confronti di Taormina Arte non è stato commesso un suicidio bensì un omicidio e oggi a nulla vale fare excursus storici, questi vanno lasciati a chi di mestiere».

Oltre le dichiarazioni – Dal punto di vista del consigliere Eugenio Raneri, dalle parole pronunciate in questi ultimi giorni, si iniziano a intravedere i motivi «dell’omicidio di Taormina Arte». Ma al di là delle dichiarazioni, l’esponente politico si sofferma sul Ddl n. 912 in corso di approvazione dall’Assemblea Regionale Siciliana, che reca «disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2015 – Legge di stabilità regionale, la predetta disposizione della L.R. 2/2002 non avverrà più con le modalità ivi previste cioè con garanzia di continuità dei rapporti giuridici attivi e passivi già instaurati dal Comitato ivi compresi rapporti di lavoro e le situazioni debitorie, bensì mediante mera liquidazione del Comitato stesso e autonoma istituzione di una Fondazione che ne rileverà le competenze ma non rapporti giuridici (Ddl n. 912 art.52 Fondazione Taormina Arte)». Ma a questo Ddl Raneri risponde ricordando che «al comma 1 dell’articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 sono soppresse le parole ed il Comitato Taormina Arte. All’articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2 è aggiunto il seguente comma: “La Regione Siciliana promuove la costituzione della Fondazione Taormina Arte, i cui soci fondatori, unitamente alla regione Siciliana, saranno: il Comune di Taormina, il Comune di Messina, il Libero consorzio a cui aderisce la città di Taormina (ex Provincia di Messina). La Fondazione ha lo scopo di assicurare la continuità delle manifestazioni organizzate dal Comitato Taormina Arte, dopo la sua messa in liquidazione, anche con il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti ed Enti pubblici e privati. L’adesione della Regione Siciliana alla Fondazione, in qualità di Socio fondatore, è deliberata dalla Giunta regionale, a seguito della messa in liquidazione del Comitato Taormina Arte, ai sensi dell’art 88, comma 3, lettera a) della legge regionale 26 marzo 2002, numero 2».

Le proposte di Dora Piazza e il ruolo del sindaco di Taormina nella Fondazione – Ma Raneri affonda il colpo quando parla della dottoressa Dora Piazza, del ruolo che dovrebbe avere il sindaco nella futura Fondazione e degli “interessi” intorno agli incassi del Teatro antico: «A tale proposito non tutti sanno che la dottoressa Dora Piazza (commissario ad acta regionale sulla questione) da anni si diletta a proporre al Consiglio comunale di Taormina una bozza di Statuto per la costituzione della Fondazione di Taormina Arte nella quale il ruolo del Sindaco di Taormina resta marginale; c’è da chiedersi perché da anni viene messo in atto questo tentativo di delegittimazione. Perché al Sindaco di Taormina non viene riconosciuto lo stesso ruolo che ha il Sindaco di Palermo nella “Fondazione Teatro Massimo” (art. 8 Statuto Fondazione Massimo Pa.)? Visti ed accertati, ancora, gli interessi che ruotano sugli incassi della “gestione” del Teatro Greco Romano di Taormina (Nuova Musa [G. Mercadante], visitatori, spettacoli, ecc.) i Consiglieri comunali di Taormina ritengono di interessare l’Autorità Nazionale Anticorruzione sull’argomento e sulla bozza di Convenzione predisposta e riguardante (il 30% dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di entrata visitatori) che prevede tra l’altro che il Comune di Taormina provveda alla pulizia dei bagni, predisposizione ed attivazione di bagni chimici, assicurazione trasporto valori, pagamento prestazioni effettuato in plus orario da personale con qualifica non dirigenziale?».

Le domande al dottor Romano – Ma è al Commissario straordinario Filippo Romano che Raneri pone alcune domande ben precise: «Il sensibile del red carpet, vista la produzione di debiti del Comitato TaoArte, perché non ci illumina sulla convenzione stipulata in data 12.12.2014 con Agnus Dei per il Taormina Film Fest? E sul Piano di dismissione del debito, redatto dallo Studio S. Cacace di Messina? Sul Piano artistico-finanziario 2015-2017 di TaoArte? Ci illumini ancora, insieme al Governatore siciliano, nell’ipotesi di un subentro della Fondazione, quali sono le normative legislative di riferimento riguardanti diritti, obblighi, rapporti attivi e passivi tutti che fanno capo al Comitato TaoArte ed alla prevista Fondazione?». Un’altra riflessione Eugenio Raneri la rivolge alla classe politica di Taormina e al sindaco, che, secondo il consigliere comunale, dovrebbe riferire al Consiglio quali sono le sue strategie in vista delle recenti prese di posizione regionali e provinciali: «Mi auguro che come sempre la classe politica taorminese, mettendo da parte tatticismi e beghe che nel caso non giovano alla città, sappia individuare il giusto percorso così come l’ha saputo trovare sempre sui grandi temi, uno per tutti il contenzioso Impregilo. Il Sindaco di Taormina riferisca, con l’urgenza del caso al Consiglio comunale, quali sono le sue strategie senza infingimenti, il patrimonio di TaoArte appartiene a quanti l’hanno voluta ed alla città tutta».

Raneri chiede al sindaco di tutelare gli interessi di Taormina Arte – Infine Raneri suggerisce all’amministrazione comunale qualche mossa strategica sulla vicenda Taormina Arte, che secondo l’ex assessore è tutt’altro che conclusa: «Affidi a uno studio legale competente in materia la difesa degli interessi generali di Taormina e di TaoArte, cominci a porre in essere atti di diffida sull’utilizzo del “marchio TaoArte”, nei confronti delle Istituzioni regionali, della questione, ritengo, vada investito anche e con urgenza il Governo nazionale, con espressa riserva di interessare sull’argomento le Autorità competenti, anche perché ritengo che sulle scelte programmatiche di TaoArte la Regione ha avuto da sempre il suo giusto peso. Taormina è stata, è e sarà patrimonio della Nazione italiana, i taorminesi tutti e quanti hanno contribuito alla crescita di TaoArte non permetteranno né killeraggio politico né jihad ed i mercenari non potranno trovare ascolto e tolleranza. L’argomento sicuramente non può collidere con i principi ed i rapporti sanciti dalla nostra Costituzione».

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