Castelmola, messa in sicurezza del territorio - Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015

Lavori affidati al Consorzio Triveneto Rocciatori di Belluno – Dopo le forti piogge che hanno accompagnato buona parte della stagione invernale e messo in difficoltà il territorio della zona jonica, ecco che sono iniziati i lavori di messa in sicurezza. Succede a Castelmola, paese del comprensorio di Taormina, dove negli ultimi mesi si erano verificati dei distacchi dai costoni. In queste settimane c’è stato un sopralluogo da parte della Protezione Civile, che ha voluto monitorare, in prima persona, la situazione della caduta dei massi con l’ingegnere Bruno Manfrè, dirigente del Servizio D.R.P.C. (Dipartimento Regionale Protezione Civile) di Messina, e l’ingegnere Antonio Sciglio. In seguito alla consegna dei lavori la Protezione Civile ha atteso la liberatoria per poter intervenire sui terreni comunali. Una volta ottenuta, sono iniziati i lavori nella zona dove sono caduti dei massi. Come confermato dall’ingegnere Sciglio, le azioni di messa in sicurezza sono state affidate al Consorzio Triveneto Rocciatori di Belluno.

In attesa di una liberatoria per intervenire anche sui terreni privati – «Avranno 150 giorni di tempo per concludere i lavori, ma per non arrecare problemi alla stagione estiva e turistica si cercherà di concludere l’operazione entro metà giugno. Per velocizzare il tutto, la ditta si avvarrà di un subappalto e con ogni probabilità verranno messe a disposizione tre squadre di operai per ridurre i tempi». Ecco spiegato quel lavoro mattutino con tanto di elicottero che ha attirato l’attenzione di molti cittadini. In attesa che la Protezione Civile ottenga una liberatoria anche sui terreni privati e avviare in altre zone i lavori, sotto la piazzetta del comune di Castelmola si è iniziato a posizionare e srotolare le reti di contenimento. Mentre nei giorni precedenti era avvenuta una pulizia del versante, un discaggio e un geologo aveva analizzato la situazione per comprendere il progetto esecutivo che dovrà essere attuato. Già, perché al momento è stato varato un progetto definitivo, ma c’è bisogno di un via libera ufficiale per capire se ci sarà la necessità di porre soltanto delle reti a doppia torsione, oppure serviranno anche dei pannelli in fune e le varie armature.

Svuotare la barriera che ha subito crolli – Le zone interessate, in effetti, sono diverse tra loro. Al momento è sicuro che verrà svuotata la barriera che ha subito crolli, mentre si attendono i risultati delle verifiche sul costone roccioso per comprendere come si dovrà intervenire sia sulle rocce che rischiano di provocare danni, sia su quelle considerate meno “pericolanti”.

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