La stagione dei pollini – I pollini possono indurre reazioni che occorre imparare a prevenire con alcune precauzioni e a contrastare con le diverse terapie oggi disponibili. Quello che può sembrare un raffreddore di origine virale, con starnuti, naso che cola e tosse, in primavera può derivare da una reazione allergica ai pollini trasportati dal vento, soprattutto se si aggiungono arrossamento e prurito agli occhi. Il medico potrà individuare non solo se si tratta di tutto ciò, ma anche quali tipi di polline provocano l’allergia. Per consentire questo occorre saper riferire con precisione il periodo in cui il fenomeno si presenta, in modo da restringere il cerchio dell’indagine alle sole piante che fioriscono nella zona in quel periodo dell’anno. La primavera è il periodo in cui c’è il maggior numero di pollini in circolazione, ma non l’unico in cui sono presenti nell’aria questi agenti allergizzanti. Già a gennaio è alta la dispersione del polline di cipresso, pianta che soprattutto negli ultimi anni ha dimostrato di indurre frequenti reazioni allergiche. Oltretutto nei parchi o nei viali cittadini le isole verdi tipiche delle aree urbane creano fioriture precoci e particolarmente abbondanti, che amplificano ulteriormente la stagione dei pollini.

Prove allergologiche  – Una volta che i sospetti si sono focalizzati su un ambito piuttosto ristretto, si procede con prove allergologiche eseguite mediante la tecnica del prick test,con cui si può valutare la reattività del paziente nei confronti dei singoli tipi di polline, arrivando a individuare con precisione quelli verso cui esiste una sensibilizzazione allergica. Si tratta di un esame non doloroso che può essere eseguito anche nei bambini: si pratica sulla parte interna dell’avambraccio una piccola incisione nulla cute e vi si inserisce una goccia della sostanza verso cui si vuole valutare la sensibilizzazione. Trascorsi 15 minuti, si osserva la reazione che si è prodotta sulla pelle, misurando le dimensioni del ponfo eventualmente generato dalla sostanza. E’ possibile anche eseguire controlli con esami di laboratorio: basta un piccolo prelievo di sangue per identificare la presenza di anticorpi specifici per i vari pollini che possono scatenare reazioni allergiche.

Come difendersi Una volta individuata la pianta, o la serie di piante, la prima misura da attuare è quella di evitare il più possibile l’esposizione al suo polline, il che può significare per esempio limitare, nel periodo della fioritura, l’uscita in campagna o in parchi nei quali la pianta allergizzante sia presente, soprattutto nelle giornate di vento e in assenza di pioggia. Ma spesso queste precauzioni non bastano. Di fronte a una crisi allergica si può ricorrere ai farmaci, alcuni dei quali possono essere acquistati senza ricetta medica. I principali farmaci sono gli antistaminici, che bloccano gli effetti di quella sostanza prodotta dall’organismo, l’istamina, che ha un ruolo importante nella reazione allergica: possono innanzitutto prevenire le reazioni ai pollini, ma sono anche capaci di risolvere i sintomi più fastidiosi come gocciolamento nasale, starnuti, congiuntivite, orticaria, dermatiti ed eruzioni cutanee. Uno degli effetti collaterali legati all’uso degli antistaminici è la sonnolenza, che risulta maggiore per i principi attivi di vecchia generazione e molto meno pronunciato per i farmaci più recenti. 

Immunoterapia specifica – Nel caso di congestione nasale si possono usare prodotti, per bocca o per uso locale, in gocce o in spray nasali, che contengono, spesso associati agli stessi antistaminici, farmaci vasocostrittori in grado di alleviare anche questo fastidioso sintomo. Occorre tener conto che questi principi attivi non devono essere usati per più di dieci giorni, in quanto capaci di provocare a loro volta una infiammazione della mucosa nasale. Un altro strumento contro le allergie da polline è infine l’immunoterapia specifica, non alternativo agli altri strumenti, ma integrabile con questi. E’ un trattamento che va prescritto dall’allergologo e consiste nel somministrare l’agente responsabile dell’allergia, a partire da concentrazioni molto basse che vengono aumentate progressivamente sino ad un livello massimo: questo va poi mantenuto per le successive somministrazioni, che vanno protratte per un periodo stabilito dallo specialista. Questa terapia è fondamentale nella prevenzione delle reazioni da agenti che vengono inalati e da punture di insetti. Spesso è proprio con un impiego combinato di tutti i rimedi che si ottiene un migliore controllo dell’allergia.

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