Fosse per gli uomini, ci vorrebbero tutte così: con una terza abbondante ed anche una quarta. Ma la condizione chiamata ipertrofia mammaria (o iperplasia mammaria) per molte donne è un grosso problema non solo a carico della stabilità emotiva di chi è costretta a conviverci, ma anche della salute, per il peso e l’ingombro delle mammelle. Lo sviluppo abnorme del tessuto mammario si verifica in genere con lo sviluppo puberale. In alcuni casi questa condizione insorge con la gravidanza e non regredisce ma si   stabilizza nel tempo. Purtroppo, per ridurre il volume del seno non esiste una terapia medica o farmacologica e i disagi possono essere leniti solamente con l’uso di particolari reggiseni contenitivi e compressivi, che sostengono le mammelle con decisione.

La riduzione del seno, o mastoplastica riduttiva, è una procedura chirurgica adottata per ridurre,   rimodellare e dare nuova forma e proiezione a un seno troppo grande e rilassato. E’ praticata per ripristinare chirurgicamente le proporzioni ideali tra il complesso mammario e il corpo, e per alleviare i disagi fisici che comportano l’avere un seno troppo sviluppato (impaccio nelle attività, difficoltà nel trovare abiti adeguati, problemi posturali). La procedura può inoltre rendere simmetriche due mammelle differenti nella forma e nella dimensione.

Il chirurgo plastico, con la mastoplastica riduttiva, è in grado di cambiare il profilo e la consistenza del seno per ricreare forme piacevoli, proporzionare le  dimensioni e la forma dell’areola, che spesso in questi casi risulta deformata e dilatata dal peso dei tessuti. Durante la visita vengono prese le misure del seno e scattate alcune foto per documentare la situazione preoperatoria per confrontarla  poi con la situazione postoperatoria. Per assicurarsi che la paziente non si trovi in una situazione patologica, il chirurgo può anche consigliare di fare i raggi X al torace, in modo da individuare eventuali anomalie al tessuto mammario.

L’intervento di riduzione mammaria consiste nell’asportare porzioni di ghiandola mammaria, di pelle e di tessuto adiposo in quantità variabili a seconda della riduzione del volume che si vuole ottenere. Preliminare alla procedura è  il disegno, eseguito sulla paziente sveglia ed in posizione eretta. Il disegno ha in genere una forma che ricorda quella di un’ancora o di una serratura: un disegno circolare, nel luogo dove andrà posizionata l’areola, e poi altri al di sotto che evidenziano la porzione di tessuto da eliminare. Le incisioni correranno poi esattamente sopra i segni tracciati. Al termine della procedura chirurgica ci saranno  punti di sutura attorno all’areola, una cicatrice verticalmente, dall’areola al solco sottomammario ed una  orizzontalmente, lungo il solco.  Dolenzia, gonfiore ed edema regrediscono nell’arco di due-tre settimane. La paziente dovrà stare a riposo per un paio di settimane con graduale ripresa delle normali attività.

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