Un primo incontro – Il primo incontro tra l’amministrazione comunale (rappresentata dal sindaco Eligio Giardina, dal presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni e dal vicesindaco Ivan Gioia) e l’Associazione albergatori di Taormina (con in testa il presidente Italo Mennella) e Confindustria alberghi (“rappresentata” da Piero Benigni), sulla questione riguardante l’aumento della tassa di soggiorno, è stato un primo passo verso un’intesa che da oggi pomeriggio appare meno lontana. La provocazione del cambio di destinazione d’uso da parte delle strutture ricettive della Perla dello Jonio aveva convinto, nei giorni scorsi, la giunta comunale a sedersi intorno a un tavolo con gli albergatori. Tutto ha avuto inizio con la deliberazione della giunta comunale, la quale aveva dato il via libera a una ridefinizione, un aumento, che impone la modifica dell’articolo 4 del regolamento sulla misura d’imposta. Un incremento cospicuo che non è andato giù agli albergatori, soprattutto alla luce della situazione in cui si trova il settore turistico taorminese.

Ecco come spendere il 50% della tassa di soggiorno – Le parti, per cercare di raggiungere un’intesa, si sono confrontate su alcuni punti, ma ancora non si è trovata una sintesi e così la trattativa proseguirà nei prossimi giorni. Già, ma quali sono le richieste dell’Associazione albergatori di Taormina? Avevamo già accennato al rimborso del 5 per cento per le spese dell’incasso e alla necessità di spendere almeno il 50 per cento dell’imposta di soggiorno per il settore turistico locale. Però sul tavolo della trattativa c’è altro. Innanzitutto, per quanto concerne l’investimento del 50 per cento della tassa in ambito turistico, l’Associazione albergatori chiede che venga data priorità ad alcuni ambiti ben precisi: stampa mappe della città (almeno 250,000); comunicazione e promozione, educational, partecipazione a workshop; servizi igienici e deposito bagagli presso il terminal bus; verde pubblico; spiagge attrezzate con servizi igienici e cestini per la raccolta differenziata; segnaletica turistica; realizzazione di un progetto “Rete Sentieristica” comprensoriale Taormina, Giardini-Naxos, Castelmola e Letojanni.

Una spending review di almeno 400 mila euro – A priori gli albergatori hanno ribadito la loro contrarietà all’aumento della tassa di soggiorno, ma a quanto pare questo incremento potrebbe evitare il default del comune e quindi l’Associazione presieduta da Mennella si è detta disponibile ad ascoltare le esigenze dell’amministrazione comunale, purché si riduca fortemente l’aumento della tassa di soggiorno. In più si richiede un rimborso spese di almeno il 5 per cento dell’introito dell’imposta incassata da ogni struttura ricettiva a compensazione della spese di riscossione, mentre per incentivare il prolungamento della stagione si propone la sospensione dell’imposta di soggiorno dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno. L’Associazione albergatori, inoltre, ha avanzato l’idea di riattivare l’Osservatorio Permanente per l’applicazione dell’imposta di soggiorno e ha proposto l’imposizione della tourist tax pagata nei parcheggi dai clienti delle strutture ricettive tutte le volte che ne usufruiscono (anche più volte al giorno). Infine si chiede al comune di applicare una spending review di almeno 400 mila euro, tramite un recupero dei crediti possibili e un ottimizzazione delle risorse della pubblica amministrazione.

Giardina: «Incontro costruttivo finalizzato al bene della città» – Questi temi sono stati recepiti dall’amministrazione comunale e il sindaco, Eligio Giardina, si è detto disponibile a trovare una soluzione per il bene della città. Su qualche punto elencato dall’Associazione albergatori c’è già un’intesa, ma su altri temi sarà necessario un confronto più approfondito. Il primo cittadino ha espresso «soddisfazione per un incontro» definito «costruttivo e finalizzato alle reali problematiche che la città presenta anche a causa del contesto regionale e nazionale. Le parti, con intelligenza, non si sono sovrapposte. L’aumento dell’imposta di soggiorno – ha aggiunto il sindaco – non è un capriccio, ma una necessità per superare il momento critico, ma è chiaro che quando i problemi verranno risolti questa imposta non rimarrà così com’è».

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