Terra di passaggio… – Se la Sicilia è l’isola al centro del Mediterraneo, Lampedusa è una sorta di zattera tra l’Italia e il Nord Africa. Qualcuno la definisce la porta d’Europa, l’ingresso meridionale nel vecchio continente. Negli ultimi anni, però, Lampedusa è stata terra di morte e sofferenza. Una tappa delle incessanti migrazioni che, nella maggior parte dei casi, considerano l’isola un semplice passaggio per giungere in nazioni più ospitali. Il mito dell’Italia terra di miele e opportunità, del resto, è svanito da qualche decennio. Gli albanesi, per esempio, ci avevano creduto anche a causa di programmi televisivi commerciali che dicevano di regalare milioni in gettoni d’oro, macchine, viaggi e case. Il Paese dei balocchi, purtroppo, si trasformava presto in quello dei “ciuchini” e l’illusione svaniva nel giro di qualche stagione. In alcune zone dell’Africa non hanno la televisione, ma non serve. Il passaparola, nell’epoca della tecnologia, rimane sempre il mezzo migliore per diffondere notizie. E così è noto che il Belpaese non se la passa benissimo.

…e di indifferenza – Meglio provare ad arrivare nel Nord Europa. E così Lampedusa, come tutta l’Italia, è terra di passaggio e come capita spesso a questi luoghi anche di indifferenza. Già, perchè ci si dovrebbe interessare di un luogo dove i migranti soggiornano solo per un po’ di tempo? In realtà molti di loro “frequentano” l’isola per periodi prolungati e altri ci vivranno per l’eternità, nel senso che sono morti al largo di Lampedusa e sono stati sepolti in quella terra. Se il Mediterraneo non è più zona di commercio e di confronto tra culture diverse e si trasforma in mare di morte e disperazione, è ovvio che Lampedusa, per la sua posizione geografica, ne risente. Tutto ciò, però, non sembra essere compreso dal resto d’Europa. Un cittadino di Berlino, di Madrid, di Oslo o di Praga non si pone il problema Lampedusa. Troppo lontana, anche se fa parte dell’Unione Europea. E l’indifferenza continua a essere la protagonista principale. Il problema è che questo modo di pensare è diffuso anche a Bruxelles, dove risiedono le istituzioni comunitarie.

Montenegro: «Il Mediterraneo è una tomba liquida» – A ricordare, per l’ennesima volta, una situazione davvero difficile ci ha pensato Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa: «Per lungo tempo l’isola ha svolto la sua funzione in completa solitudine. Lo sguardo dell’isola nei confronti dei migranti è per forza diverso, dato che i profughi quando giungono sono prima di tutto naufraghi, e questo cambia moltissimo quello che siamo tenuti a fare nei loro confronti dal momento in cui chiedono aiuto in mare. Ci aspettiamo provvedimenti seri di cambiamento, che si stabiliscano procedure diverse per il diritto di asilo». Da Strasburgo, dove si trovava ospite del Consiglio d’Europa insieme al primo cittadino di Lampedusa, è intervenuto anche l’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro. Il porporato ha definito il Mediterraneo una «tomba liquida». Per Montenegro «i fenomeni migratori non rappresentano un male ma il sintomo di un male all’interno di un mondo ingiusto caratterizzato da conflitti e povertà e in cui l’Occidente, fulcro della civiltà, va indebolendosi. La globalizzazione porta con sé il fenomeno delle immigrazioni, ma siccome i governi esitano a intervenire allora gravi sono le ricadute sugli enti locali e regionali, disorientati nella gestione di una realtà così complessa».

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