Una norma ad personam La first lady della Sicilia, Patrizia Monterosso, torna al centro delle polemiche. Dopo la condanna della Corte dei Conti per la vicenda “extra-budget”, la Segretaria generale della regione è nell’occhio del ciclone in quanto nella Finanziaria è presente una norma “Salva Monterosso” che permetterebbe alla navigata burocrate dei palazzi del potere siciliani di avere una sorta di scappatoia dalla vicenda che la vede coinvolta. È ormai noto che quando era dirigente generale della Formazione era stata sottoposta a un’indagine sui cosiddetti “extra-budget” da parte della Procura della Corte dei Conti, che aveva chiesto alla dirigente un risarcimento di 1,270 milioni di euro. Una richiesta di condanna confermata in appello anche dal Procuratore generale della Corte dei conti, Diana Calaciura (la sentenza è prevista tra circa un mese). La norma che “salverebbe” la Monterosso è contenuta nella modifica dell’articolo sei nella bozza della Finanziaria, che offre ai dipendenti regionali la possibilità di avere l’anticipazione dell’indennità di buonuscita o del trattamento fine rapporto anche «per il pagamento dei debiti nei confronti della pubblica amministrazione derivanti da sentenze esecutive». In sostanza un dipendente regionale che deve qualcosa alla regione potrà fare ricorso alla buonuscita. Una norma ad personam per la Monterosso e gli altri dirigenti condannati dalla Corte dei Conti: Alessandra Russo (risarcimento richiesto di 378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro), Salvatore di Francesca (108 mila euro) e l’ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele (365 mila euro).

FI e M5s non ci stanno – Le opposizioni promettono battaglia. Il Movimento Cinque Stelle all’Ars ha denunciato la modifica, definita «una norma costruita ad hoc per la Monterosso. È una delle tante cose impresentabili di questa finanziaria e deve sparire. Crocetta non può usare il Parlamento come fortino a difesa del suo cerchio magico. Evidentemente ha dimenticato da tempo che dovrebbe legiferare nell’interesse dei siciliani. Per quanto riguarda la Monterosso è ora che la sala d’Ercole si occupi di lei. La mozione di censura che abbiamo presentato nei suoi confronti non può restare eternamente all’ordine del giorno senza venire discussa. Lo si faccia subito, a partire dalla prossima seduta». Rincara la dose Forza Italia, che con il capogruppo Marco Falcone ha espresso il proprio fastidio e chiederà la cancellazione della norma: «Siamo esterrefatti questa Finanziaria confonde torbidamente le acque, introducendo qualche articoletto che sembra scritto su misura per qualche grand commis di Palazzo D’Orleans, come il segretario generale Patrizia Monterosso. Ovviamente chiederemo la cancellazione della norma e, anzi, sosterremo la mozione di censura del Movimento cinque stelle».

Parte in salita la discussione sulla Finanziaria – Dopo le proteste dei dipendenti pubblici e quelle dell’intera classe politica siciliana, con sindaci e consiglieri comunali in prima fila, parte in salita la discussione della Finanziaria all’Ars. Questa norma, con ogni probabilità, inasprirà il conflitto tra maggioranza e opposizione, perché riguarda, soprattutto, una personalità che rappresenta più di altri il sistema siciliano degli ultimi quindici anni. Una donna che ha attraversato indenne vari momenti della politica dell’isola (dalla presidenza Cuffaro a quella Lombardo fino a Crocetta), esercitando un’influenza che non può passare inosservata.

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