Ci sono sorrisi, volti, azioni che non possono e non devono essere dimenticati perché se così fosse sarebbe rimossa una parte di storia. La storia di una vita, la storia di una famiglia, di un borgo, di una città. E con Giuseppe Scimone, conosciuto come Don Peppe Nespola, sarebbe rimossa anche la storia di uno dei più gloriosi Hotel di Taormina, l’Hotel Timeo e di un lavoro quello dello chef che ha una tradizione solida e antica a Taormina.

Giuseppe ScimoneGiuseppe Scimone un uomo dalla lunga vita, volta tutta verso il suo lavoro che ha esercitato con grande maestria, verso sua moglie Anna che teneva orgoglioso sotto il braccio, verso i suoi figli di cui è stato padre amorevole e verso le sue nipoti a cui ha insegnato il senso della giustizie e dell’onestà ma anche verso i parenti, gli amici e tutti coloro che come me lo conoscevano e a cui non ha mai risparmiato un saluto, un sorriso, una battuta.

Nel suo ultimo viaggio non possiamo che ricordarcelo elegante, sorridente, con il suo borsalino bianco messo di traverso, un esempio di gentiluomo di altri tempi, leale, sincero, operoso, pronto a predisporre l’altarino per il Corpus Domini in Piazza Raggia, cuore della città, dove è nato e vissuto o a organizzare la festa di San Pancrazio patrono della città. Lui fedele da sempre e per sempre a San Pietro e alla sua Anna li ha voluti raggiungere. Di lui è morto il corpo ma non la sua impronta. I funerali verranno celebrati oggi, giovedì 26 marzo, alle 10, nella Chiesa di Santa Domenica. Tutto lo staff del giornale on line BlogTaormina si associa al dolore dei familiari.

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