Appuntamento importante con l’arte sacra sabato 28 marzo, alle ore 17.30, presso gli spazi espositivi del Monte di Pietà dove verrà esposta la mostra “I bozzetti di Giulio Aristide Sartorio per il Duomo di Messina”. Saranno presenti il Commissario Straordinario, Filippo Romano, l’Arcivescovo di Messina, Monsignor Calogero La Piana, il Rettore del Seminario Arcivescovile “San Pio X”, Monsignor Cesare Di Pietro, il Soprintendente ai BB.CC.AA. di Messina, Rocco Giovanni Scimone, il Direttore della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, Gioacchino Barbera, e lo storico d’arte Mosè Previti.

Si tratta di un evento culturale “particolare” nel suo genere, «un percorso visivo che analizzerà un aspetto poco noto della storia dei mosaici della cattedrale messinese, una vicenda lunga e complessa che ha visto coinvolte varie personalità prestigiose nel panorama artistico nazionale di quegli anni». L’edificio, ricostruito dopo il terremoto del 1908 secondo il progetto di Francesco Valenti che intendeva riportarlo all’originario assetto normanno, fu inaugurato il 14 agosto 1929. L’Arcivescovo di Messina, Angelo Paino, che aveva previsto la realizzazione della decorazione musiva delle pareti della basilica, assegnò l’incarico per la realizzazione dei cartoni a Rodolfo Villani ma l’apposita Commissione di esperti, costituita per l’esame dei bozzetti, bocciò il progetto ed ordinò la distruzione delle decorazioni, in parte già collocate, in quanto ritenute inidonee all’edificio ed ai mosaici medievali.

Monsignor Angelo Paino si affrettò ad affidare nuovamente il complesso incarico della decorazione del duomo di Messina ad uno dei più quotati pittori dell’epoca, Giulio Aristide Sartorio (Roma, 1860-1932), che il 16 settembre 1930 firmò il contratto per l’esecuzione dei mosaici della Cattedrale, impegnandosi a consegnare nel gennaio del 1931 i bozzetti per l’intera decorazione ed entro tre anni i cartoni a grandezza naturale dipinti su tela. Sartorio si appassionò all’impresa dedicandosi allo studio delle vicende storiche della basilica e della città ma, a causa di una grave malattia che colpì l’artista romano, i lavori proseguirono a rilento ed il 7 luglio 1932 riuscì a consegnare i tredici bozzetti su carta di tutti i mosaici ed i cartoni per la Gloria della Vergine tra angeli e santi della controfacciata. Sartorio non si preoccupò di adeguare le raffigurazioni allo stile dei mosaici medievali ma si concentrò sull’armonia complessiva dell’insieme e sulla vivacità delle singole storie ed impiegò i caratteri distintivi dell’arte medievale, il fondo oro e le iscrizioni esplicative, fondendoli con il realismo dei volti e con elementi grafici ricercati tipici della cultura simbolista.

La morte prematura dell’artista impedì la realizzazione dei mosaici che, se fossero stati completati, avrebbero costituito un’opera unica nel panorama dell’arte sacra italiana del Novecento. L’intera serie dei bozzetti di Giulio Aristide Sartorio e le grandi tele smontate del “cartone” si trovano presso il Seminario Arcivescovile di Messina. A questa interessante produzione si affiancano numerosi disegni preparatori, in parte conservati alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ed in parte presso gli eredi del pittore, fondamentali per ricostruire la genesi di tale ciclo decorativo che costituisce un documento straordinario della produzione ultima del pittore, la cui attività solo di recente è stata largamente rivalutata da parte della critica.

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