La Confcommercio Sicilia alza la voce sulla difficile situazione degli Operatori esperti in Politiche attive del lavoro e si dice “sorpresa” dalle dichiarazioni ottimistiche della Uil, soprattutto considerando “gli impegni non mantenuti” da parte del governo regionale: «Leggiamo le dichiarazioni della Uil e ci sorprendiamo nel percepire tanto ottimismo dato che abbiamo partecipato all’ultimo incontro con l’Assessore Caruso e la Dirigente Generale Avv. Corsello. Come si può pensare di trovare valide soluzioni occupazionali per gli Operatori esperti in Politiche Attive del Lavoro attraverso futuri impegni da far assumere a un Governo che non ne ha mai mantenuto uno solo tra quelli sottoscritti? La terza annualità dell’Avviso 20/2011 ad oggi senza finanziamento, un Accreditamento delle “Agenzie” non “conforme” a quello Nazionale e sul quale nutriamo forti perplessità sulla sua legittimità, Enti di formazione fortemente indebitati, rendiconti bloccati, anticipazioni bloccate, completamento dell’emissione dei Decreti di finanziamento della terza annualità sospesi per mancanza di certezza sulla possibilità che il Ministero conceda le risorse necessarie, costante sconfitta del Governo riguardo ai ricorsi per via Amministrativa proposti da una platea che non intende arrendersi formata da dipendenti di Enti ed Enti, etc».

«Ma dove, come e quando dovrebbe verificarsi una se pur minima “normalizzazione” della situazione? Quali e quanti sono gli Enti che potrebbero occupare una così vasta platea di operatori?  E con quali risorse? Sarebbe bello avere una risposta concreta. E’ il Governo Regionale  che deve applicare le Leggi Regionali appositamente create per affrontare situazioni di crisi strutturale, ed è ad esso che bisogna rivolgersi senza tentare di percorrere strade impercorribili. Fallita l’illusione, propagandata dai più, del posto a tempo indeterminato al CIAPI e la non praticabilità della ipotesi di costituzione di un’Agenzia unica degli operatori sempre declamata quando non si sa cosa rispondere sia agli operatori della formazione che a quelli degli sportelli, rimane poco. Non desideriamo assolutamente infuocare gli animi, ma non desideriamo neanche che la verità, per quanto dura, venga nascosta. Ancora una volta un Tribunale si è espresso sulla natura concessoria del rapporto che intercorre tra la Regione Siciliana e gli Enti di formazione, fatto che dovrebbe portare a riflessioni conducenti a soluzioni diverse da quelle sino ad oggi ricercate».

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