Quell’incontro mai avvenuto con don Gianni Mazzali – Fare il punto della situazione e pensare a come comportarsi in vista delle prossime settimane. È stato questo l’obiettivo degli ex allievi dei salesiani che si sono riuniti sabato sera per discutere e confrontarsi insieme a don Enzo Biuso. Purtroppo non c’è stata una massiccia partecipazione a questo incontro, ma le cittadine e i cittadini presenti hanno manifestato il proprio sconforto di fronte alla volontà dei vertici dei salesiani di vendere una parte o tutta la struttura di Taormina. Uno dei primi a prendere la parola è stato Nino Crimi, presidente degli ex allievi dei salesiani, il quale ha ripercorso alcune recenti tappe della vicenda come quella che riguarda don Gianni Mazzali: «Don Enzo, don Alessandro e don Gioacchino non hanno interferito ne dato consigli riguardo a tutto quello che abbiamo fatto come ex allievi. Era il 18 gennaio 2013 quando avevo scritto una email all’ex ispettore della Sicilia don Gianni Mazzali, nella quale lo invitavo a venire a Taormina per parlarci faccia a faccia. Purtroppo questo incontro, nonostante vari contatti, non è avvenuto. E don Mazzali, alla mia quarta telefonata aveva risposto dicendo: “Sa, poi se vengo ci sono persone che non capiscono”. Il 31 gennaio del 2013 c’è stata la petizione popolare, mentre il 2 maggio 2013 c’è stata una delibera del Consiglio comunale che poneva un vincolo alla vendita degli edifici salesiani. Il 13 maggio 2013, invece, abbiamo inviato una lettera al Rettore maggiore Pascual Chávez Villanueva. Una missiva rimasta senza risposta. Intervenire nella vendita è impossibile, ma quello che mi rammarica è che in una famiglia dove si parla di amore non c’è stato rispetto e dignità da parte dei vertici salesiani».

«Interdire ai salesiani la vendita del compendio immobiliare di loro proprietà» – Dopo lo sfogo del presidente Crimi, Alfio Auteri ha parlato della prossima mossa da parte degli ex allievi che, con l’aiuto dell’avvocato Claudio Armellini, presenteranno un ricorso al Tribunale di Messina ex art. 700 c.p.c., e quindi i salesiani dovranno recarsi nelle aule giudiziarie il 20 aprile, non in base a motivazioni penali ma sociali. L’obiettivo è «interdire ai salesiani la vendita del compendio immobiliare di loro proprietà, senza prevedere modalità organizzative che consentano la permanenza dell’Ordine religioso nella città di Taormina». Alfio Auteri ha sintetizzato le motivazioni di questa decisione, ricordando la storia più che centenaria dei salesiani a Taormina: «E’ un nostro tentativo per dire che la città vuole una soluzione diversa. Insieme a un avvocato messinese abbiamo portato in Tribunale i salesiani. L’udienza è stata fissata per il 20 aprile. La motivazione non è penale, ma sosteniamo che i salesiani fanno parte del tessuto sociale, religioso, storico e culturale della città di Taormina e quindi ci sono delle ragioni che ci permetteranno di avanzare dei diritti sulla presenza salesiana a Taormina. Noi vogliamo che i salesiani rimangano a Taormina».

Don Enzo Biuso: «I salesiani di Taormina non c’entrano nulla con la questione del Gerini» – Durante il confronto è intervenuto anche Eugenio Raneri, attuale consigliere comunale del gruppo “Insieme si può” ed ex presidente del Consiglio comunale che votò all’unanimità quel famoso atto di indirizzo finalizzato a impedire il cambio di destinazione d’uso degli edifici salesiani: «Sono sempre stato a mio modo di vedere vicino ai salesiani, ma occorre ricordare che c’è un debito conosciuto da tutto il mondo come riportato dal “Corriere della Sera” e ricostruito da Valerio Morabito su BlogTaormina. Questa è una semplice azione commerciale, perché Taormina è appetibile. Il comune aveva fatto un atto di indirizzo, ma in seguito il sindaco e l’assessore all’Urbanistica non fecero nulla. Dovevano chiedere il vincolo della Soprintendenza sugli immobili, perché Taormina è vincolata, e vedere se questi immobili sono di pregio o meno. Perché il voler impedire l’aumento di volumetria, vuol dire qualcosa di ben preciso in un centro storico. Questi beni che provenienza hanno? Serve fare una ricerca storica per capire da dove provengono. Se questi beni hanno un vincolo, i salesiani non possono vendere e quindi c’è l’impugnativa». La riunione è stata conclusa da don Enzo Biuso, che ha tirato le somme dell’incontro e ha risposto a “BlogTaormina” sulla recente ricostruzione della questione salesiana: «Quello che posso dire è che hanno venduto il cortile con le scuole e con l’orto, ma non so se hanno venduto la casa in cui stiamo. Al momento il mio superiore non mi ha comunicato nulla. I salesiani di Taormina non c’entrano nulla con la questione del Gerini. Ogni Ispettoria è indipendente dal punto di vista economico, così come ogni casa è indipendente da un’altra casa. Però ogni casa risponde alla sede regionale e l’Ispettoria sicula risponde alla direzione generale di Roma. Noi abbiamo 17 milioni di credito con la regione siciliana per la vicenda dei corsi di formazione professionale. Per quello che so io la proprietà degli immobili è dei salesiani, anche con l’intervento dei benefattori».

© Riproduzione Riservata

Commenti