Franco Battiato - Foto di Francesco Prandoni
Franco Battiato - Foto di Francesco Prandoni

Le sue note disegnano la Sicilia – Il compleanno di Franco Battiato (70 anni) va festeggiato. Magari questa affermazione non piacerà al maestro, che sta sempre a distanza di sicurezza dalle ricorrenze e dalla prevedibilità, ma la Sicilia, questa Sicilia dei giorni nostri, deve aggrapparsi con tutte le energie rimaste al cantautore catanese. È vero, «siamo solo di passaggio» in questa vita. Ed è altrettanto vero che viviamo «strani giorni», ma proprio per questo motivo l’essenza e la spiritualità che trasmettono le canzoni di Franco Battiato non possono passare in secondo piano. Nell’epoca della liquidità, dove tutti i valori sono venuti meno, Battiato rappresenta una certezza. Ma non lui in quanto personalità stimata e apprezzata, ma i suoi testi, quello che trasmettono e celano. Battiato è il cantautore siciliano per eccellenza. Sia per la fama, che lo ha fatto apprezzare e conoscere in tutto il mondo, ma anche per il suo modo di interpretare l’isola del Mediterraneo. Battiato ha cantato e canta la Sicilia. In alcuni brani le sue parole sembrano un pennello in grado di disegnare il mare e le bellezze di questa terra.

Le strade parallele di Battiato – Si, Battiato è l’anima spirituale della Sicilia. Un brano su tutti certifica il ruolo del cantante: “Strade parallele”, cantata con Giuni Russo. Un duetto non casuale. Dalle parole di Battiato e dal tono di voce dell’indimenticabile artista di Palermo viene fuori l’immagine musicale della Sicilia. Bellezze naturali e storiche, odori e sapori della Trinacria emergono dalle note di “Strade parallele”. Un pezzo poco conosciuto, ma che potrebbe rappresentare una sorta di inno regionale in quanto riesce, con la sua forza musicale e dialettica, a far pensare alla Sicilia anche quando ci si trova lontani da queste coste per le vicissitudini della vita. «Duminica jurnata di sciroccu, fora nan si pò stari. Pi ffari un pocu ‘i friscu, mettu ‘a finestra a vanedduzza e mi vaju a ripusari». Il dialetto nel testo fa venire in mente tempi passati, lasciati alle spalle con un po’ di malinconia. Il legame con la famiglia, con i genitori e i nonni. Quando dopo pranzo, tra la calura estiva, dormivamo con la canottiera bianca e intorno alle 16 ci svegliavamo per andare al mare o in campagna.

Le affinità culturali con Tornatore – Franco Battiato è il regista della musica italiana e in particolare di quella siciliana. Nel senso che riesce a rappresentare ciò che Giuseppe Tornatore mostra nei suoi film, o in alcune delle sue pellicole. Anche Battiato ha composto il suo “Nuovo Cinema Paradiso” e la sua “Baarìa”. Entrambi parlano della Sicilia, la raccontano e hanno sempre un grande successo tra il pubblico desideroso, soprattutto nella nostra epoca, di ascoltare e vedere tratti di vita ormai trascorsa. La Sicilia, in fin dei conti, è una fiaba, una favola che premia chi la sa raccontare con la giusta intelligenza e un inconfondibile stile culturale. Giuseppe Tornatore e Franco Battiato, ma tra loro potrebbero inserirsi anche Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Giusto per non andare indietro negli anni. Tanti auguri maestro Battiato, ma tanti auguri anche all’essenza della Sicilia che nonostante tutto e tutti continua a esistere e ad affascinare milioni di persone nel mondo. «‘Un c’è cosa cchiù granni, tu si la vera surgenti chi sazia i sentimenti»…

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