Semplificare la vita agli altri – Velocità e innovazione sono le caratteristiche principali delle startup. E rispettando questa filosofia anche Park Smart non si ferma mai e procede nel suo percorso che, come ribadito diverse volte, l’ha portata alla ribalta nazionale. Qualche settimana fa la celebre rivista “Wired” aveva inserito Park Smart nelle dieci migliori startup italiane. Un riconoscimento che è stato accolto con «orgoglio» e «sorpresa» dal team di Park Smart. Dal punto di vista del giornale di settore, il 2015 potrebbe essere l’anno del consolidamento definitivo e quindi della svolta per queste aziende. Park Smart fa parte del “circolo degli eletti” e non potrebbe essere altrimenti, perché l’opinione pubblica si sta rendendo conto dell’importanza di avere uno strumento che può semplificare il modo per trovare un parcheggio. E’ un servizio finalizzato all’utente che ridurrà i tempi per parcheggiare e nello stesso tempo i comuni potranno beneficiare di una riduzione del traffico e anche dell’inquinamento. L’imperativo categorico di Park Smart, come di tutte le startup, è semplificare la vita agli altri. Più trascorrono le settimane e più si sente parlare di Park Smart, che a Barcellona ha partecipato al Mobile World Congress.

Da Barcellona ai “Fatti vostri” – «Un’occasione per stringere legami commerciali e tecnologici davvero importanti. E’ stata un’esperienza positiva e abbiamo incontrato alcune aziende statunitensi per migliorare in futuro il servizio», ha detto il CTO di Park Smart Giuseppe Patanè. Il 17 marzo 2015, invece, il progetto Park Smart è sbarcato sul piccolo schermo e questa volta è stato ospite dello storico programma Rai, “I fatti vostri”, dove tra Giancarlo Magalli e la storica musichetta della trasmissione Pierluigi Buttiglieri e Giuseppe Patanè hanno spiegato al grande pubblico le funzionalità e i vantaggi del progetto. Vedremo quale sarà la prossima tappa per Park Smart, ma l’impressione è che presto sentiremo ancora parlare del sistema per facilitare la mobilità urbana e trovare con semplicità parcheggio. Intanto, come sottolineato dal dottor Patanè, «il progetto pilota partirà il mese prossimo a Catania. Abbiamo completato tutte le procedure burocratiche per ottenere la convenzione con l’Ateneo e con il Dipartimento di Matematica e Informatica. A seguire verrà avviato il progetto pilota su Milano (dove abbiamo ottenuto il via libera dal comune in ottica Expo).

Patanè: «Fare rete e non rinchiudersi nel proprio orticello» – Giuseppe Patanè, nel pomeriggio di ieri, è stato uno dei relatori al terzo appuntamento di “Fare innovazione” di Giardini Naxos, che aveva come tema proprio le startup. Il taorminese ha voluto ricordare che «l’Italia da due anni ha iniziato a ragionare nell’ottica corretta. Tutto ha avuto inizio dopo i due decreti Passera del governo Monti, che hanno aperto nuovi sentieri». Il problema, però, non è risolto, perché «a livello burocratico e legislativo bisognerebbe fare molto di più». Il consulente presso l’Università di Catania ha voluto dare qualche consiglio pratico (soprattutto alle nuove generazioni) su come comportarsi e ragionare all’interno di un team di una startup: «Non bisogna mai piangersi addosso, ma pensare come creare nuove opportunità, risolvere problemi. È necessario ragionare in maniera sistemica e non rinchiudersi nel proprio orticello. Non si può essere invidiosi e serve cooperare, fare squadra, altrimenti non si può andare da nessuna parte». L’esempio concreto è rappresentato da Park Smart, che «sta cercando di fare rete e sta trovando anche in grandi aziende delle partnership strategiche».

Ma le startup non sono soltanto le app – Non poteva mancare una riflessione sul territorio e il dottor Patanè ha ricordato come la zona jonica (che va Messina, passando per Taormina e Giardini Naxos) deve molto alla città di Catania, la quale «ha avuto un ruolo determinante in questa parte di Sicilia, grazie anche all’Acceleratore Working Capital. Si tratta di un luogo dove si conoscono persone, ci si mette in discussione, si fa rete e magari nascono delle idee interessanti da portare avanti». Infine Patanè ha voluto precisare un aspetto davvero molto importante, che tra le mode del momento rischia di passare in secondo piano. Una startup non può ridursi a una semplice app: «Non si può ridurre tutto alla app, che è uno strumento in grado di raggiungere centinaia di migliaia di utenti. La startup non è solo quella che fa app. E’ importante ribadire un concetto del genere, altrimenti il rischio è relegare l’innovazione e il mondo delle startup solo a un gruppo ristretto di persone». In effetti sarebbe un paradosso.

© Riproduzione Riservata

Commenti