Sud innovation, appena uscito per Franco Angeli Editore, è un volume, accademico sul social business del mezzogiorno, che racconta storie di piccoli focolai di innovazione, realtà che comprendono diversi aspetti del patrimonio, come palazzi storici, complessi catacombali, ambiente e territorio, paesaggio, turismo, gastronomia, ma tutte radicate nel territorio e con esso interattive. Scritto da Stefano Consiglio e da Agostino Riitano, presenta alcune realtà dell’Italia meridionale i cui protagonisti hanno agito proprio nel senso del recupero del patrimonio artistico e ambientale del territorio, facendone una fonte di attività economica. E proprio in merito all’importanza e al valore di tale patrimonio, nel testo viene messo in evidenza come i beni culturali del Meridione rappresentino il 30% dei 49 siti Unesco italiani e come il Mezzogiorno possegga anche un notevole patrimonio naturale: su 24 parchi nazionali, ben 14 si trovano nel Sud del Paese, e in termini di dimensioni, si trova qui il 72,1% dell’intera superficie dei parchi nazionali italiani.

Secondo i due autori, da questi dati è possibile ri-partire con un occhio attento all’Unione Europea nell’ambito della quale, come nel resto del mondo, si stanno predisponendo finanziamenti per imprese sociali: il programma di ricerca Horizon 2020, ad esempio, stanzierà miliardi di euro mentre in paesi come l’Inghilterra vi sono esperienze positive come Nesta, una grande charity che sostiene idee di valore. Nella sconfortante situazione generale in cui versa il patrimonio culturale e ambientale italiano, a rischio per scarsità di risorse e crisi economica, in questo volume emergono quindi esperienze inedite: iniziative promosse da cittadini appassionati e competenti che hanno ri-funzionalizzato siti, luoghi, saperi e tradizioni, riorganizzando le relazioni comunitarie e il lavoro.

Consiglio e Riitano avviano una riflessione sull’innovazione sociale applicata alla gestione del patrimonio culturale, con un campo di osservazione volutamente ristretto sulla realtà meridionale e mediterranea. Il desiderio di appartenere ai luoghi culturali e naturali della propria terra ha infuso nelle comunità locali amor proprio e coraggio. Via via che si accresce la coscienza ecologica e si afferma la necessità di essere autori di cultura, la terra è riconquistata non solo in termini agricoli e produttivi, ma mentali e creativi. Restituendo diritto di cittadinanza ai propri luoghi, creando per essi nuove forme di condivisione, la società meridionale scopre che è possibile produrre non solo per il mercato, bensì per un’economia locale di equilibrio. Dal volume è nata l’idea di percorrere proprio nel mese di marzo un  tour in questi luoghi diventati eccellenze del Meridione: FabLabPalermo, Borgo Vecchio Factory, Farm Cultural Park, Rosarno, San Vito dei Normanni, Matera, Napoli e Calvanico proprio per incrementare, osservare e portare alla luce progetti locali diffusi, che investendo sulle proprie risorse creino forme di collaborazione attiva sul territorio, ridando cittadinanza alla propria cultura.

© Riproduzione Riservata

Commenti