Tunisia, una meta turistica del Mediterraneo – Le notizie vengono aggiornate di ora in ora. I morti, purtroppo, crescono e al momento sono venti in totale di cui quattro italiani. L’attacco terroristico al celebre e stupendo Museo del Bardo ha scosso la Tunisia. Il Paese nordafricano è da sempre meta turistica di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Sia durante il ventennio della dittatura di Ben Ali che dopo la caduta del regime, Tunisi e le altre città della nazione sono state una meta ambita per milioni di persone. Poco più di un giorno fa il ministro del Turismo, Selma Ellouni Rekik, aveva lanciato un appello in cui voleva convincere il resto del mondo a visitare la Tunisia, perché è un Paese tranquillo: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente. Certamente la situazione in Libia non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è nessun problema di sicurezza in Tunisia, è tutto sotto controllo». Mai parole furono meno profetiche. I terroristi hanno diffuso il panico e sono venuti in mente i recenti attacchi a Parigi e Copenaghen.

Il Mediterraneo come i Balcani – In diverse occasioni si è sottolineato che il mar Mediterraneo rischia di diventare una polveriera. Una sorta di Balcani del nuovo millennio. Purtroppo nelle acque del Mare Nostrum la situazione continua a peggiorare. Magari succede tutto con una lentezza che distrae gli spettatori, ma lo scenario è preoccupante. L’Isis, anche se con una buona dose di confusione, continua a espandere il proprio dominio di terrore. Il progetto di creare un Califfato e uno Stato Islamico affascina molti islamici, che hanno abbandonato le loro vecchie ideologie totalitarie e hanno abbracciato l’integralismo islamista. In Libia le milizie jihadiste si sono affacciate sul Mediterraneo e stanno combattendo per conquistare in maniera definitiva la città di Sirte, una finestra cruciale, dal punto di vista commerciale e politico, sul Mediterraneo. Ma i problemi per il mondo occidentale non finiscono qua, perché l’Isis fa propaganda anche in paesi come la Tunisia e l’Algeria. Incassa nuove adesioni e quindi è pronta a creare instabilità anche in altre zone di questa parte di terra. Non solo la Libia. Si, il Mediterraneo è come i Balcani.

Se i turisti diventano gli obiettivi dei terroristi – Una polveriera pronta a esplodere in qualsiasi momento. In una situazione del genere i primi a pagarne le conseguenze, oltre a tutti quei migranti che fuggono e cercano riparo sulle coste siciliane, sono i pescatori che da Lampedusa e Mazara del Vallo (per citare due località famose) si avventurano al largo delle coste libiche per lavorare, le motovedette militari e le navi da crociera che potrebbero diventare oggetti sensibili nella guerra del terrore messa in atto dall’Isis. Nelle ultime ore, a Tunisi, si è concretizzata questa ipotesi. I turisti sequestrati e uccisi erano passeggeri di una nave da crociera. Tra questi c’erano molti italiani, che erano arrivati in città a bordo delle navi da crociera MSC Splendida e Costa Fascinosa, giunta nella capitale tunisina da Palermo poche ore prima e in attesa di ripartire per Palma di Maiorca. I turisti rischiano di diventare i nuovi obiettivi del terrorismo e con l’arrivo della bella stagione potrebbero moltiplicarsi gli attacchi a gruppi di viaggiatori. Da un punto di vista economico sarebbe una mazzata per questa area geografica, che fa del turismo una delle principali fonti di sostentamento. Un problema in più nell’intricata questione internazionale.

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