Quando il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, aveva inaugurato il sito verybello.it in vista dell’Expo, era il 24 gennaio. Il portale venne annunciato in una conferenza stampa che aveva l’obiettivo di mettere in luce l’efficienza del Paese in vista dell’Esposizione universale. Un sito internet, a dir la verità, che dopo qualche ora provocò delle polemiche in Sicilia. Sì, perché nell’immagine in cui è rappresentata l’Italia, veniva tagliata fuori l’isola del Mediterraneo. Una gaffe che venne corretta dopo poco tempo, ma a quanto pare i problemi di verybello.it non erano finiti con l’assenza della Sicilia. E’ il sito che dovrebbe comunicare al resto del mondo gli eventi che si susseguiranno in questi sei mesi. Arte, cultura, concerti, musica classica e tanto altro. Il sito internet doveva mettere in vetrina le eccellenze e le bellezze italiane. Non solo, perché il ministro democratico aveva promesso, come sottolinea il “Corriere della Sera”, che «entro i primi di febbraio, promise il ministro, «il sito parlerà inglese, russo, portoghese, cinese, spagnolo, tedesco e francese».

Con la primavera alle porte e a meno di 50 giorni dall’inizio dell’Expo Milano 2015, il sito parla soltanto italiano e inglese. Un vocabolario ristretto. Un’ennesima opportunità mancata, considerando che saper comunicare in cinese sarebbe fondamentale per un mercato in espansione e da sempre molto interessato all’Italia. Anche sotto il profilo social il sito verybello.it sta deludendo. Dal profilo Twitter non è ancora stato inoltrato nulla e su Facebook sono fermi a un post del 26 gennaio. Il sito verybello.it, purtroppo, appare come diversi padiglioni dell’Expo: ancora in fase di costruzione. Ma a differenza delle “case” che ospiteranno le nazioni provenienti da ogni parte del globo, questo sito potrebbe non essere mai ultimato anche se era stato annunciato in pompa magna dal ministro Franceschini in persona. È ovvio che le colpe non sono dell’esponente del governo di larghe intese, perché un ministro non può controllare ogni cosa. È impossibile. Ma bisognerebbe riflettere sul progetto e sul motivo per il quale si è arenato in maniera così imbarazzante. Davvero un peccato, perché dal punto di vista comunicativo avrebbe avuto un impatto rilevante

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