L’utopia della trasparenza – I giornalisti lo sanno bene. La trasparenza online esiste in Sicilia, ma purtroppo rappresenta una goccia nel mare dell’opacità. Chi fa delle informazioni il sale del proprio mestiere non può non accorgersi di questa grave mancanza. Siti comunali in cui scompaiono delibere dopo qualche mese, conti che non vengono mostrati alla cittadinanza e con essi anche altri dati economici. Spesso il ritardo con cui vengono pubblicate alcune notizie procura altri problemi a chi vuole documentarsi su alcune questioni cittadine. Lo stesso vale per i siti internet della Pubblica amministrazione in generale. Poca limpidezza e molta confusione. Un pessimo binomio che fa pensare, ai maliziosi (e non solo), che un simile accostamento sia voluto per tenere sotto il tappeto la polvere accumulata negli anni. Stando all’ultima analisi elaborata dalla Bussola della trasparenza, che ha come obiettivo quello di accompagnare le amministrazioni nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali, la Sicilia è il fanalino di coda dell’Italia.

Sicilia, dati impietosi – All’interno della sezione “Colora la Trasparenza”, per verificare la conformità dei siti agli standard definiti nel decreto legislativo n.33/2013, risulta che rispetto agli 11249 siti web monitorati ed in relazione alla media statistica nazionale generale che oscilla all’interno della soglia tra il 75-77 per cento, variabile in base al risultato indicato per ognuno dei 71 Indicatori previsti, la Sicilia (con i suoi 670 siti web monitorati distinti in specifiche categorie di PA) si colloca negli ultimi posti della classifica nazionale (quasi sempre tra la penultima e terzultima posizione), raggiungendo un numero di siti conformi che varia tra i 450-473 (rispetto ai 670 complessivi), con una media generale regionale che oscilla all’interno della soglia tra il 66-69 per cento. La Sicilia registra il risultato peggiore in relazione all’Indicatore Bandi di Gara e Contratti con un totale di siti conformi pari a 472 su 670 (70,45 per cento rispetto alla media nazionale del 78,88 per cento), posizionandosi all’ultimo posto della classifica, mentre il risultato migliore è riscontrabile in relazione all’Indicatore OIV, con un totale di siti conformi pari a 451 su 670 (67,,31 % rispetto alla media nazionale del 73,34 per cento, posizionandosi prima delle ultime quattro regioni che si collocano in fondo alla classifica.

Il sito del Parco dell’Etna è inadempiente rispetto agli obblighi di legge – La situazione non migliora nel risultato dell’Indicatore Scadenziario dei nuovi obblighi amministrativi che fornisce un numero di siti conformi pari a 334 rispetto al totale dei 670 siti esaminati. Per essere precisi i risultati del monitoraggio riguardano 670 siti web PA in Sicilia, di cui: 1 Ente Parco, 12 Unioni di Comuni, 9 siti IACP, 233 Scuole, 4 Università, 9 Aziende Ospedaliere, 10 Camere di Commercio, 1 Ente di Ricerca, 9 Aziende Sanitarie Locali, 1 Regione, 9 Province, 372 Comuni. Inoltre, come si apprende sul sito ufficiale Magellanopa.it, «in base a un controllo campione alcuni siti sono risultati inadempienti rispetto agli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. 33/2013 pur avendo strutturato correttamente la sezione “Amministrazione trasparente”, così come previsto dall’allegato A al D.lgs. 33/2013». Tra questi vi è il sito del Parco dell’Etna. Al di là di questa vicenda sulla Sicilia pesano anche le considerazioni sui siti degli istituti scolastici, che a quanto pare sono molto carenti e poco credibili.

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