Foto E. Fichera / blogTAORMINA ©2015

Entra nel vivo il DMO (Destination Management Organization) per lo sviluppo turistico della Provincia di Messina. Molti i presenti all’incontro organizzato nei giorni scorsi presso la Camera di Commercio di Messina dalla Dr.ssa Caterina Mendolia. Oltre all’esperto del Sindaco di Messina Prof. Filippo Grasso, gli assessori alla mobilità e al turismo del Comune, Gaetano Cacciola e Tonino Perna. Grande partecipazione anche fra le categorie produttive e le Associazioni di categoria: dal rappresentante delle Pro Loco a quello delle Guide Turistiche, dal turismo religioso a quello accessibile a tutti. Tra gli interlocutori istituzionali l’Autorita’ Portuale e l’Università di Messina, che riveste un ruolo fondamentale, soprattutto in termini di analisi e nel campo della formazione delle nuove leve. Si è innanzitutto posta la differenziazione tra l’indotto creato dal movimento crocieristico e dal turismo stanziale, settori ovviamente con esigenze e problematiche totalmente diverse.

La Provincia di Messina è stata fino al 2007 la seconda Provincia siciliana più visitata, ma ha subito in questi ultimi anni una contrazione tale che l’ha fatta scendere in terza posizione, dopo Palermo e Catania. Nel 2010 si è registrata a Messina una flessione degli arrivi pari a un -12% e un calo dei pernottamenti stimato attorno al -28%. Contestualmente si è registrata una diminuzione nel turismo crocieristico delle presenze delle compagnie di navigazione.

I punti di debolezza sono rappresentati dalla mancanza di un turismo organizzato, da un’immagine turistica confusa e dal turismo di passaggio (ad esempio le crociere). I punti di forza sono rappresentati dalla vocazione turistica, dall’ampia gamma di attrazioni, quindi con un’ampia possibilità di differenziazione dell’offerta e dalle peculiarità e forti tradizioni che contraddistinguono il territorio. È necessario eliminare i punti di debolezza e/o trasformarli in opportunità e valorizzare i punti di forza, comunicando un’immagine univoca e condivisa del territorio.

Per un valido rilancio del turismo è opportuno puntare su quattro punti:
1) Brand;
2) Differenziazione;
3) Identità;
4) Autenticità.

Gli errori tipici della promozione turistica in Italia sono:
1) Promuovere troppe idee;
2) Promuovere idee generiche;
3) Promuovere delle liste di servizi/attività.

Si dovrebbe invece:
1) Evocare un’idea unica e unificante;
2) Lavorare sull’immaginario e sulla percezione della destinazione;
3) Promuovere la dimensione esperienziale.

Mettendo a confronto la Pubblicità con il Branding notiamo subito i vantaggi del secondo sul primo. La Pubblicità mira al breve termine, all’efficacia e all’impatto, a benefit e servizi e segue le tendenze. In una parola dà visibilità oggi. Il Branding al contrario dà garanzie sul lungo termine in termini di Autenticità, Diversità e Coerenza. Ovvero garantisce Identità nel tempo.Il Brand di una località è dato dalla sua reputazione, dall’immagine, l’impressione e la percezione che di essa hanno tutte le persone che di questa località si interessano (cittadini, potenziali investitori, visitatori). Per ottenere questo è necessaria un’azione diffusa sul territorio.

Il Destination Management è un processo di gestione strategica del territorio. Il compito centrale del management di destinazione consiste nel far convergere le varie visioni degli operatori(stakeholder)in un’immagine condivisa da proporre all’esterno. Un’immagine e una strategia condivisa comportano un’eliminazione del rischio di idiosincrasie. Il turista giudica il prodotto nel suo insieme: è fondamentale quindi fare sistema ed individuare e definire gli attori pubblici e privati e focalizzare l’attenzione su dei progetti e delle iniziative che aggreghino gli interessi degli stessi. La Destinazione Community è il tipo di destinazione in cui la dimensione sistemica è l’elemento principale per l’elaborazione di una strategia di sviluppo turistico. Da una visione top down (dall’alto verso il basso) a una visione bottom up dal basso verso l’alto). Prima si ideava il prodotto e poi si cercavano i potenziali clienti. Oggi si costruisce il prodotto turistico partendo dai bisogni del potenziale cliente, anticipandone i desideri (ricerca delle opportunità di mercato).

Sintetizzando in punti le proposte concrete per la Provincia di Messina sono:                                          1)Individuazione degli stakeholder pubblici e privati con il risultato di ottenere una “governance mista”.
2) Creazione di una commissione di esperti.
3) Coinvolgimento della popolazione in un’ottica “bottom up” per la creazione di un’immagine condivisa.
4) Ricerca e identificazione delle specificità delle varie aree turistiche della Provincia (mappatura dei cluster turistici).
5) Analisi della concorrenza e della differenziazione dell’offerta del “Brand Messina”.
6) Creazione di Parchi tematici e percorsi innovativi in un’ottica di turismo esperienziale.

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