L’ombelico d’Europa – Percorrendo la scalinata che conduce a Casa Cuseni, per chi non ha mai visitato questo luogo e si è limitato a conoscerlo tramite qualche video o fotografia, non si può immaginare cosa custodiscono quelle mura. Un patrimonio inestimabile che rappresenta l’identità di Taormina, la sua essenza. Chi non vede questo posto, in effetti, non entra in contatto con la terrazza che si affaccia sul mar Mediterraneo. Si tratta di un luogo di passaggio e nello stesso tempo di soggiorno. Una Casa edificata da Robert Kitson che ha ospitato personaggi studiati sui libri di storia e di letteratura. Ezra Pound, Frank Brangwyn, Pablo Picasso, Alfred East, Henry Faulkner, Tennessee Williams, David Herbert Lawrence, Andrè Gide, Bertrand Russell e tanti altri. Per non parlare dei mobili e degli oggetti giunti da ogni parte del mondo e d’Italia. Casa Cuseni può essere definita l’ombelico d’Europa, perché qui si sono incontrate e confrontate diverse culture. Ed è in questa Casa che Franco Spadaro, direttore del museo, e sua moglie Mimma, si prendono cura ormai da diversi anni del gioiello taorminese. Un luogo che molto presto diventerà il museo ufficiale della città di Taormina e museo del Grand Tour.

L’identità di Taormina tra le mura di questa Casa – Già, perché Casa Cuseni va oltre la semplice tappa del viaggio. È il posto dove gli artisti hanno deciso di concretizzare i loro ideali, hanno scoperto valori che nei loro paesi d’origine ancora non possedevano. Questo, però, non vuol dire che Casa Cuseni è un corpo estraneo dalla città di Taormina. Anzi, un aneddoto narrato da Franco Spadaro mostra l’affetto dei cittadini verso questo luogo. Durante la Seconda guerra mondiale, a tal proposito, i taorminesi avevano prelevato gli oggetti della Casa per preservarli dalla barbarie del conflitto. Ma quando Robert Kitson tornò, i cittadini gli restituirono i beni che avevano nascosto con cura e amore. Un avvenimento del genere è la dimostrazione che Casa Cuseni è Taormina. Quindi non ci sorprende che diventerà, da qui a breve, il museo della città. «Riteniamo che Taormina debba avere un suo museo. Oggi non ci sono siti di questo genere. I viaggiatori e i turisti che vogliono comprendere Taormina non hanno a disposizione luoghi dove ripercorrere le traccia storiche del borgo. Dal punto di vista dell’immagine è qualcosa di dannoso. Dobbiamo avere un nostro museo dove è riconoscibile l’identità della città», ha tenuto a precisare il dottor Spadaro.

Verso la realizzazione dell’accordo – Casa Cuseni e comune di Taormina sono nella fase di realizzazione dell’accordo di programma. In questo modo, ha sottolineato Franco Spadaro, «casa Cuseni diventerà il museo della città, almeno fin quando Taormina non sarà in grado di dotarsi di un museo di eguale dignità. Quando verrà siglato l’accordo di programma Casa Cuseni e comune di Taormina faranno una conferenza stampa dove il sindaco spiegherà i vantaggi reciproci di questa iniziativa. Taormina avrà il suo museo e Casa Cuseni continuerà nella propria mission education in maniera istituzionale». Si tratta di una vera e propria svolta per Taormina e per i suoi cittadini, i quali potranno apprezzare in maniera gratuita le mostre che si susseguiranno nel museo e per le scuole dovrebbe essere previsto un libero accesso. Sarà un museo per la città e dal momento in cui Casa Cuseni diventerà partner del comune, l’amministrazione potrà impegnarsi a delocalizzare le opere e far ricordare la storia della città. Con questo accordo cosa cambierà rispetto a oggi? Dal punto di vista gestionale non cambierà nulla, ma Casa Cuseni chiede che «tutte le attività del museo dovranno essere inserite e comunicate sul portale ufficiale del comune di Taormina».

Un museo per promuovere la città – Questo binomio garantirà una programmazione artistica, culturale e un museo che riuscirà a organizzare eventi in grado di promuovere la città. «È l’unica identità che è rimasta a Taormina», ha detto Franco Spadaro e dunque è corretto che la gente possa riappropriarsi della sua storia.

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