Verso la soppressione dell’Arsea, ente mai in funzione – Fumata grigia. Non è bianca, ma neanche nera. La giornata di ieri è stata molto lunga per la giunta regionale, che dopo otto ore di riunione non è riuscita a trovare un accordo sulla tanto attesa legge di stabilità. A quanto pare, però, si sarebbe raggiunta un’intesa sui punti fondanti della manovra. Un evidente passo avanti per le richieste avanzate dall’assessore al Bilancio, Alessandro Baccei, che avrebbe ottenuto il via libera per la “centrale unica degli acquisti” che dovrebbe assicurare un po’ di risparmi sulla spesa di beni e servizi, una consistente riduzione dei costi dei Consorzi di bonifica e la soppressione del famoso ente Arsea, istituito con Raffaele Lombardo e mai in funzione. Si prevede, inoltre, la sospensione dell’Ufficio speciale per l’Informatica che avrebbe dovuto acquisire le competenze di Sicilia e-Servizi. Per un ufficio che chiude c’è uno che apre. La Finanziaria, infatti, dovrebbe garantire la nascita di una sorta di ufficio centralizzato per le liquidazioni degli enti vigilati dalla Regione, mentre non verrà inserita nella manovra regionale la questione riguardante le società partecipate.

Un consistente numero di prepensionamenti – Ma il tema principale di questa Finanziaria, come evidenziato nelle ultime settimane, è quello dei costi della politica e dell’amministrazione pubblica. La parola d’ordine imposta da Roma e in particolar modo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, è “ridimensionamento” di un carrozzone che ormai è diventato troppo affollato e quindi è sempre più lento nelle sue manovre. Un grave problema sia per la trasparenza che oggi viene richiesta alle istituzioni, sia per la velocità di un mondo che cambia in continuazione e non ha certo bisogno di un carrozzone vecchio e logoro per andare avanti. Dopo i tira e molla sanciti da dichiarazioni contrastanti, la giunta regionale guidata dal governatore Rosario Crocetta dovrebbe confermare innanzitutto le misure di contenimento della spesa per i dipendenti della regione e per alleggerire il carrozzone amministrativo sono previsti un numero consistente di prepensionamenti. «Chi andrà in pensione quest’anno non riceverà alcuna penalizzazione, chi farà domanda di prepensionamento entro la fine di quest’anno, avendo i requisiti per farlo nell’arco del quinquennio, verrà incentivato. Gli irriducibili che pensano di fare i furbi e non faranno richiesta, ovviamente dal 2016, saranno totalmente equiparati ai dipendenti dello Stato. Dal 2019 in poi, in modo progressivo, tutti i dipendenti della regione avranno lo stesso trattamento pensionistico dei dipendenti dello Stato», ha detto il governatore Crocetta.

La progressiva riduzione del personale del Corpo Forestale – Invece per quanto riguarda il compenso dei consiglieri comunali, come dichiarato ieri da Crocetta all’’agenzia “Ansa”, «il compenso massimo previsto non potrà superare il 30 per cento dell’indennità di un assessore e non, come qualcuno ha scritto, il 25 per cento dell’indennità del sindaco perché sarebbe una cifra enorme». Sarebbe questo il compromesso tra le richieste dell’assessore Baccei e quelle del governatore. Come rivelato dal quotidiano “Live Sicilia” è «prevista anche l’abolizione della clausola di salvaguardia per i dirigenti e la riduzione del personale con qualifiche non dirigenziali appartenente al Corpo Forestale della regione siciliana». Dovrebbe essere messo in pratica un ridimensionamento in 1.250 unità, con ulteriore riduzione nel quadriennio 2016/2019 del 50 per cento del personale. La cura dimagrante per la macchina amministrativa non è finita qua, perché si prevede l’abolizione di alcuni uffici e varie strutture intermedie. Quelle che da queste parti sono definite come “manciugghia”. L’appuntamento, con ogni probabilità, è per la giornata di lunedì dove la giunta dovrebbe dare il definitivo via libera alla manovra.

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