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Il solito dualismo siciliano – Il realismo grottesco di Andrea Camilleri è diventato attuale, tremendamente contemporaneo. Lo è, in verità, da diversi decenni. Però i suoi libri sono diventati uno specchio della realtà, in particolar modo, nell’ultimo periodo. La sua scrittura graffiante è la ciliegina sulla torta in un contesto unico al mondo. Nella “Setta degli angeli”, per esempio, lo scrittore di Porto Empedocle mette nero su bianco una storia tra invenzione e realtà. Un dualismo, in verità, che accompagna da sempre le vicissitudini di questa terra. In qualsiasi contesto ci troviamo una simile dicotomia è la protagonista principale. Così Camilleri si inventa il paesotto con i soliti personaggi del luogo e affianca il tutto a una faccenda vera. Non serve entrare nel merito del racconto dello scrittore siciliano. Per i curiosi e gli appassionati il consiglio è quello di leggere “La setta degli angeli” edito da Sellerio. La questione è un’altra. Questa contrapposizione anima la Sicilia, sia nei centri più piccoli che nelle grandi città. Il copione è sempre lo stesso, non cambia mai.

“Tira ‘a petra e muccia ‘a manu” – Storie e gesti fantasiosi camminano fiano a fianco con la realtà quotidiana. Non c’è da sorprendersi se è diventata la norma, la normalità avere a che fare con una buona dose di scemunitaggine. Personaggi mascherati da “angeli” sono pronti a fare i discorsi più lungimiranti, mettono sul tavolo proposte faraoniche che rilancerebbero la Sicilia, le città e le loro economie, ma nella realtà del giorno per giorno tutto ciò svanisce. Si confonde e si capovolge con mille atteggiamenti diversi l’uno dall’altro. La setta degli angeli si fa viva con frequenza. Si palesa quando ha grossi interessi (e anche piccoli) e vuole lanciare qualche messaggio alla stampa. Si manifesta in campagna elettorale e durante il mandato che di solito dura cinque anni. La setta degli angeli, tanto per essere chiari, non ha nulla a che vedere con la Chiesa. È una questione che non riguarda gli abiti sacri. Si rifà, invece, al detto siciliano “Tira ‘a petra e muccia ‘a manu”. Da un lato un volto angelico che vive all’interno di un paesotto quasi paradisiaco in grado di ricordare qualche nota poesia di Giuseppe Ungaretti, e dall’altro lato, con imprevedibilità, viene scagliata la pietra proprio da quella immagine di quiete e serenità.

Gli angeli che si impegnano a tenere la Sicilia in un incubo – Il primo lato, purtroppo, è quasi sempre un contesto inventato, mentre il secondo appartiene alla realtà delle nostre vite. Sarebbe un errore, uno stupido populismo pensare che un comportamento del genere sia riconducibile soltanto alla politica. È così in ogni settore della società. Nella setta degli angeli ci sono professionisti che svolgono le più disparate attività. Sono i nemici della meritocrazia, che davanti a qualche microfono e telecamera mettono in evidenza la loro eloquente dialettica, ma in un secondo momento fanno l’esatto contrario. La setta degli angeli è schiava del familismo e del clientelismo, che per definizione sono nemici degli interessi generali. Si potrebbero fare tanti nomi da inserire in questa setta, ma non basterebbero cento pagine di giornale per completare l’elenco. Ciascuno conosce, direttamente o meno, un componente della setta degli angeli. Raccontano una Sicilia da fiaba, ma si impegnano per farla rimanere nell’incubo. Eh si, in fin dei conti non sono proprio degli angeli.

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