Le modifiche all’articolo 4 del Regolamento – Dalle stelle alle stalle. La nuova deliberazione della giunta comunale è destinata a far discutere, perché riguarda l’annunciato aumento della tariffa dell’imposta di soggiorno a partire dal primo gennaio 2016. Una ridefinizione, un aumento, che impone la modifica dell’articolo 4 del regolamento sulla misura d’imposta. «L’imposta di soggiorno è determinata per persona e per pernottamento» ed è stabilita nelle seguenti misure: gli alberghi a 5 stelle e 5 stelle lusso vedranno schizzare l’imposta a 5 euro per pernottamento a persona, gli alberghi a 4 stelle a 3.50 euro per pernottamento a persona, gli alberghi a 3 stelle a 2 euro per pernottamento a persona, gli alberghi a 2 stelle a 1.50 euro per pernottamento a persona, gli alberghi a una stella a 1 euro per pernottamento a persona. Per le aziende turistiche residenziali e residenze turistico alberghiere, l’imposta sarà di 3 euro per pernottamento a persona per la categoria 4 stelle, 2 euro per pernottamento a persona per la categoria 3 stelle, 1.50 per pernottamento a persona per la categoria 2 stelle. Per i campeggi, villaggi turistici, affittacamere, ostelli della gioventù e case per ferie, case e appartamenti per vacanza, l’imposta sarà di un euro per pernottamento a persona.

Italo Mennella: «Si aumentano le tasse senza dare neanche un euro al settore turistico» – Come si apprende dalla delibera, inoltre, «l’imposta è applicata fino a un massimo di dieci pernottamenti complessivi nell’anno solare, per le strutture ricettive alberghiere; di cinque pernottamenti complessivi per le strutture ricettive all’aria aperta, campeggi e aree attrezzate per la sosta temporanea». Staremo a vedere se in Consiglio comunale passerà una proposta del genere. È probabile che il fronte dei “no” alla delibera della giunta comunale sarà trasversale. Dal punto di vista politico, a quanto pare, ci saranno settimane molto calde in cui potrebbe succedere di tutto. È ovvio che in una città come Taormina il turismo ha un’importanza fondamentale e quindi sono destinate ad avere un certo peso le dichiarazioni dell’albergatore Italo Mennella, presidente dell’Associazione albergatori Taormina, e di Sebastiano De Luca, presidente di Confindustria alberghi. «E’ l’ennesima dimostrazione che non stanno facendo gli interessi della città. Non si è voluto parlare di spending review e neanche di ottimizzazione dei costi», ha detto Mennella.

Sebastiano De Luca: «L’amministrazione non ha capito quali sono le priorità del nostro settore» – Il vicedirettore di Federalberghi Sicilia ha aggiunto che si chiede agli albergatori di pagare sempre di più, ma li si lascia fuori da qualsiasi progetto organizzativo per la città. «Non riusciamo a capire perché si aumentano le tasse senza dare un solo euro al settore turistico. Stanno organizzando qualsiasi cosa senza chiamare in causa noi albergatori». In questo modo la tassa di soggiorno è stata portata al massimo delle sue possibilità, come se il comune si trovasse in default, in dissesto finanziario. Non meno tenere sono state le dichiarazioni del presidente di Confindustria alberghi, Sebastiano De Luca: «Ancora una volta l’amministrazione non ha capito quali sono le priorità del nostro settore. La tassa di soggiorno in effetti non la paga il cliente, ma gli albergatori e grava sul bilancio delle aziende per la semplice ragione che i contratti non vengono aumentati da anni per questo balzello che serve solo per sanare i buchi del bilancio comunale, diversamente da quanto convenuto e deliberato dal Consiglio comunale in relazione alla spesa che andrebbe destinata solo ed esclusivamente per il settore del turismo. Cosa che a oggi non è stata ancora attuata. Ricordiamo a questi amministratori, che non vedono al di là del proprio naso, che noi albergatori non siamo tenuti a versare l’imposta perché siamo definiti esattori mentre chi è cliente è il sostituto d’imposta. La morale della favola è che se il cliente non dovesse pagare, il comune dovrebbe intraprendere ogni utile iniziativa per recuperare la tassa di soggiorno non pagata direttamente dal cliente. Per questa ragione siamo pronti a fare le barricate e così facendo il comune potrebbe non incassare la tassa di soggiorno che nei due anni passati ha superato abbondantemente i tre milioni di euro».

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