Il 5 marzo 2015 il TAR Catania ha emesso una sentenza che si aggiunge al lungo e intricato procedimento giudiziario in cui è coinvolta l’Asm. Con la sentenza di qualche giorno fa, la risposta del Tribunale amministrativo catanese non è stata favorevole al ricorrente, ovvero a Cesare Tajana che aveva avanzato una triplice richiesta nella contesa giudiziaria. Come scritto dall’avvocato Filippo Maria Salvo, il TAR Catania «non è affatto entrato nel merito della vicenda, limitandosi a definire “nel rito” tutte e tre le domande avanzate dal ricorrente». Dopo questa sentenza da parte del TAR Catania, è giunta la prima reazione politica a una vicenda che negli ultimi anni ha alterato gli equilibri amministrativi della città di Taormina. A tal proposito è voluto intervenire l’ex coordinatore di “Taormina Futura” Bruno De Vita, che ha detto come il TAR di Catania «ha messo la parola “fine” alla lunghissima vicenda giudiziaria relativa alla revoca “per gravi inadempienze” dell’allora Liquidatore dell’ASM di Taormina Cesare Tajana».

L’ex presidente dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina ha detto che il TAR, con la sentenza, ha dato ragione al comune e confermato il corretto operato dei consiglieri comunali: «Infatti con sentenza n. 866/2014, pubblicata nei giorni scorsi, ha rigettato in via definitiva il ricorso presentato da Tajana, ritenendo lo stesso “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse” e “inammissibile per il principio “ni bis in idem” alla luce del fatto che i “motivi aggiunti” erano gli stessi già discussi e decisi dall’organo di giustizia amministrativa. Il TAR quindi ha confermato il corretto operato dei consiglieri comunali, che avevano votato la delibera di revoca, ed ha dato ragione alle motivazioni che il Comune di Taormina, difeso dall’Avvocato Giovanni Randazzo, ha addotto per legittimare le scelte compiute dal Consiglio. Si chiude così una vicenda che ha interessato e focalizzato l’attenzione politica nell’ultimo anno, con le evidenti ricadute sull’allora maggioranza che, proprio su tale argomento, si era spaccata, aprendo una ferita insanabile che alla fine ha portato alla “rottura” con il definitivo distacco di ben cinque consiglieri comunali, passati all’opposizione».

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