La primavera non è così lontana per la Sicilia e gli sbarchi sulle coste dell’isola dovrebbero triplicarsi, considerando le recenti dichiarazioni da parte delle organizzazioni internazionali. A tal proposito il sindaco di Catania Enzo Bianco, che è anche presidente dell’Assemblea nazionale dell’Anci e capo della delegazione italiana nel Comitato delle Regioni Ue, ha lanciato un appello sia alle istituzioni di Bruxelles che a quelle italiane affinché intervengano con tempestività su una vicenda che rischia di degenerare da qui a qualche settimana. «Non possiamo affrontare la massa enorme di migranti che, come tutti prevedono, stanno per partire dall’Africa per riversarsi in Europa sbarcando in Sicilia. Con l’arrivo della primavera i viaggi della speranza dalla sponda africana a quella europea del Mediterraneo, ossia alla Sicilia, si moltiplicheranno di nuovo in maniera esponenziale. Nella nostra Isola si riverseranno disperati che fuggono dalle guerre e dalla fame, dalla morte. La Sicilia è una terra di accoglienza, ma nell’immediato passato noi sindaci siciliani abbiamo dovuto affrontare grandissime difficoltà».

Il primo cittadino di Catania ha rivolto un appello particolare all’Unione Europea e al governo di Roma: «Non può e non deve girarsi dall’altra parte di fronte a questo disastro umanitario annunciato e anche il governo italiano deve prendere immediati provvedimenti per fronteggiare la situazione che si sta prospettando dando seguito agli impegni presi nei mesi scorsi con i sindaci italiani e in particolare siciliani. Voglio ribadire che è indispensabile far nascere un centro di prima accoglienza in Sicilia, perché non possiamo più usare le nostre scuole, le nostre palestre, i nostri edifici pubblici sottraendoli ai cittadini per accogliere, in modo non adeguato, questi uomini, donne, bambini che hanno tutto il diritto di essere trattati in maniera umana. E non può certo essere utilizzato come centro di prima accoglienza il Cara di Mineo, perché non deve esserci confusione con i richiedenti asilo politico. Lancio dunque un nuovo appello al governo italiano e all’Ue perché facciano ciò che da tempo i sindaci, che hanno affrontato sul campo, rimboccandosi le maniche, questa emergenza, hanno suggerito loro».

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