Concessione stagionale – Dopo la misteriosa comparsa dell’avviso pubblico «di manifestazione di interesse per la concessione stagionale per fini commerciali di terreno facente parte del complesso turistico “Le Rocce” ubicato lungo la Strada statale 114 in località Mazzarò nel comune di Taormina», si prova a comprendere quale sarà questa porzione di villaggio che dovrebbe essere assegnata a privati. Come detto nell’articolo pubblicato martedì 6 marzo, il pezzo delle “Rocce” che dovrebbe essere concesso sarà di circa 156,00 mq, ma nell’avviso pubblico della Provincia regionale di Messina si precisa che verrà «utilizzato nella stagione estiva per fini commerciali senza alcuna modifica dello stato dei luoghi». A quanto pare il terreno di pertinenza delle “Rocce” che la Provincia intende ri-affidare a privati per attività commerciali, altro non è che una buona parte del parcheggio per residenti che insiste sulla Strada Statale 114 e sulla via Castelluccio. Un terreno che già in passato era stato espropriato a cittadini per “pubblica utilità”.

Frazionare il villaggio “Le Rocce” – Frazionare il villaggio “Le Rocce” è una beffa, oltre che un danno. Una soluzione che dimostra la mancanza di rispetto per il territorio di Taormina e la costa jonica. Così mentre l’opinione pubblica ha aperto un dibattito su un luogo naturalistico di primaria importanza e il Consiglio comunale dovrà discutere, dopo i recenti rinvii, sulla questione delle “Rocce”, queste ripetitive e confuse informazioni che giungono dal sito istituzionale della Provincia regionale di Messina, ente che si trova in fase di smantellamento e ridimensionamento, contribuiscono a rendere ancora più “strana”, per utilizzare un eufemismo”, la vicenda.

Popper e l’importanza di essere dei “giardinieri” – «Il mondo è un luogo meraviglioso che noi, come giardinieri, possiamo ancora migliorare e coltivare», diceva il filosofo Karl Popper. Una citazione che fa pensare alla necessità, per la città di Taormina, di trovare dei “giardinieri” che si prendano cura delle bellezze naturali della zona. Un mestiere da non sottovalutare, soprattutto da queste parti dove la natura incontra la storia e la cultura per creare qualcosa di unico. Una professione che dovrebbe essere anche l’hobby principale della classe politica locale, la quale dovrebbe essere un baluardo contro le speculazioni edilizie che negli anni hanno violentato Taormina. Abbiamo ripetuto fino allo sfinimento che economia fa rima anche con bellezze naturali e storiche. I flussi turistici, a tal proposito, ne sono una dimostrazione. «È inevitabile che sulla nostra terra sovrappopolata noi facciamo permanentemente tutti gli errori ecologici possibili, ed è innegabile che vigilare è necessario; potremmo allora fare un buon uso di qualcosa come un movimento verde razionale. Ma è altrettanto chiaro che in questo campo non si ottiene nulla senza l’aiuto delle scienze naturali e della tecnica».

Non ridurre la questione a una battaglia tra ecologisti no global da un lato e amici del cemento dall’altro – Cosa voleva dire con questo pensiero, espresso nel libro “Tecnologia ed etica”, uno dei principali filosofi del XX secolo? Di certo non voleva creare un nuovo partito politico. Per carità! Negli ultimi venticinque anni ci siamo resi conto dell’inconsistenza dei Verdi. Anzi, come sottolineava lo stesso Popper «più i Verdi cercano di impressionarci con le loro grida isteriche e le loro esagerazioni, e tanto più noi siamo tentati di tapparci le orecchie; e questo è pericoloso perché può portare non solo a non dare ascolto alle critiche legittime e agli ammonimenti altrettanto legittimi, ma a diventare insensibili ai rischi effettivi». No, Popper non ha vissuto in Italia in questi ultimi decenni. Anche se queste parole fotografano bene le vicende politiche del nostro Paese. Da simili riflessioni, però, si può comprendere come la vicenda che interessa il villaggio “Le Rocce” non deve essere trasformata nella solita battaglia tra ecologisti no global da un lato e amici del cemento armato dall’altro. Questa contrapposizione negli ultimi anni non ha portato a nulla di buono. Dunque, che fare? Popper sembra aver trovato la risposta nella concezione classica del “giusto mezzo”. Dovremmo utilizzare la «modestia del giardiniere esperto» e comportarci di conseguenza anche nel valorizzare la natura e l’habitat del villaggio “Le Rocce”.

© Riproduzione Riservata

Commenti