Da Messina a Catania, percorrendo il tratto autostradale, la distanza è paragonabile a circa un’ora di viaggio. Non molto tempo. Se le persone riescono a spostarsi con questa facilità, è chiaro che anche le idee si diffondono con altrettanta rapidità. Così la visione della realtà pacifista del sindaco di Messina, Renato Accorinti, sembra aver coinvolto una parte politica della città etnea. Nelle ultime due celebrazioni locali della festa del 4 novembre, il giorno dell’Unità nazionale e delle forze armate, il primo cittadino dello Stretto si era presentato con tanto di bandiera della pace provocando diverse reazioni tra la popolazione. Ecco, in vista del 25 Aprile la Federazione Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Catania, tramite un comunicato stampa, ha voluto ribadire il suo appoggio incondizionato all’iniziativa dell’ANPI di Catania che, in occasione del 70 anniversario della Liberazione, chiederà al Prefetto, al Sindaco di Catania e al Rettore dell’Università di esporre la bandiera della Pace accanto a quella Italiana ed Europea. Un gesto significativo in vista di un’occasione che avrà un grande eco mediatico.

«Crediamo che oggi più che mai, di fronte ad una crisi che non è solo economica, ma sociale, cultuale e politica occorre che dalle istituzioni venga un segnale forte, per far sì che ricordare la Liberazione non debba essere una nostalgica rievocazione di atti che, pur rimanendo punti luminosi della nostra storia recente, rischiano di essere sempre più opachi ed incomprensibili per l’ispessirsi del tempo, della perdita della memoria, della diversità dei linguaggi. Pensiamo che di quell’esperienza, indimenticabile, sia necessario prendere e valorizzare i frutti più importanti, quelli che sono passati indenni rispetto allo scorrere del tempo: inviolabilità dei diritti umani (art. 2); rifiuto della guerra (art. 11); uguaglianza sostanziale (art. 3, 2° comma), solidarietà (art. 2), giustizia fiscale (art. 53); diritto al lavoro (artt. 1 e 4), diritto alla libertà personale (art. 13); alla salute (art. 32) all’istruzione (art. 33); alla retribuzione (art. 36); all’organizzazione sindacale (art. 39) e allo sciopero (art. 40); oggi troppo spesso messi in discussione dell’arroganza del Governo Renzi che opera più nella direzione suggerita da JP Morgan che in quella sancita dalla Costituzione Repubblicana nata della Liberazione». Come nelle immagini di Rifondazione Comunista, che nel periodo di massimo splendore politico, sul giornale di partito, pubblicava foto rivisitate di partigiani con fiori nei fucili (suscitando il fastidio di molti che avevano combattuto in quel periodo), Sel sembra voler ripercorrere quella visione della realtà.

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