La Lega senza il Nord? – L’Italia al contrario, almeno dal punto di vista politico. Se negli ultimi venticinque anni il nord è stato la patria del leghismo guidato da Umberto Bossi, che è riuscito a guidare città e regioni importanti, oltre ad andare al governo nazionale insieme a Silvio Berlusconi, negli ultimi mesi, a causa di scandali, delusioni politiche e varie divisioni, il partito del Carroccio è arretrato in terra settentrionale. Un fattore determinante per questo distaccamento è stato il Movimento Cinque Stelle, che nelle precedenti tornate elettorali ha attratto una parte consistente del popolo leghista. Un matrimonio durato poco, considerando le percentuali e qualche elezione amministrativa recente. Però, dopo la sbornia grillina, il popolo leghista non sembra così convinto del nuovo corso messo in campo da Matteo Salvini. Dal leghismo al nazionalismo in nome di Marine Le Pen è l’imperativo categorico del segretario della Lega Nord. Un passaggio che ha entusiasmato Borghezio e chi la pensa come lui, mentre tra i leader storici, come Umberto Bossi e Roberto Calderoli, si percepisce un fastidio di fronte a un atteggiamento così estremista e xenofobo.

Se il terreno di scontro, tra Salvini e Tosi, è la Sicilia – Poi c’è la grana Flavio Tosi. Il sindaco molto amato e apprezzato di Verona, che si oppone dal principio alla strategia salviniana e per questo motivo è stato messo in un angolo. Una lotta fratricida che rischia di incidere sul futuro della Lega, ma ciò che sorprende è il tentativo di entrambi i contendenti di sfidarsi non al Nord del Paese, ma al Sud e soprattutto in Sicilia. Nell’isola del Mediterraneo nascono, un giorno sì e l’altro pure, comitati e gruppi a sostegno di Matteo Salvini. Molti politici, ex Forza Italia, ex Mpa ed ex Movimento Cinque Stelle, stanno aderendo al progetto “Noi con Salvini”. Il segretario leghista considera la Sicilia una terra fertile per far crescere il proprio bacino di voti. Già, ma per quale motivo? Le spiegazioni si trovano nella recente situazione economica e sociale sicula. Disoccupazione alle stelle, mancanza di efficienza da parte delle istituzioni e in generale della classe politica e poi la questione immigrazione che fa della Sicilia, per ragioni geografiche, il luogo simbolo degli sbarchi dal Nord Africa e dal Medio Oriente. È chiaro che tutti questi fattori fanno della Trinacria un potenziale bacino di elettori non indifferente per Salvini.

La fondazione di Tosi tra Palermo e Caltanissetta – Al Nord i cittadini sembrano disillusi dall’ideale leghista, ma al Sud, al momento, questa è l’unica ricetta di destra per ostacolare l’avanzata del Partito Democratico targato Matteo Renzi. Ciò che sorprende è che anche Flavio Tosi, una delle figure più importanti del centrodestra italiano e molto apprezzato al Nord nonostante gli scandali che hanno coinvolto la Lega, ha presentato a Palermo la sua fondazione “Ricostruiamo il Paese”, insieme al segretario di Movimento Nuova Repubblica, Manfredi Ravetto. Un progetto alternativo a quello di Salvini. Il terreno di scontro, la battaglia per conquistare i voti, non è più la Padania. I tempi cambiano e questo vuol dire che l’ideale leghista, così come lo avevamo conosciuto, è venuto meno. Dal leghismo al nazionalismo, oppure al centrodestra sognato da Flavio Tosi. E così tra Palermo e Caltanissetta, l’esponente del Carroccio ha ribadito l’intenzione di radicarsi nel territorio siciliano: «Palermo è stata la prima tappa dopo il lancio della mia fondazione costituita nell’ottobre del 2013. Dopo poco più di un anno, siamo arrivati a più di sessanta riferimenti nelle province italiane e la gran parte di essi sono al centro sud. Adesso ci stiamo radicando, definendo delle realtà territoriali dove scegliere delle persone perbene per rappresentare il territorio, in vista della ricostruzione del centrodestra. Il centrodestra è distrutto, non è rappresentativo, è largamente perdente rispetto a Matteo Renzi. Dobbiamo quindi creare qualcosa di nuovo per ridare fiducia agli elettori del centro destra. Per far questo bisogna puntare sulle aggregazioni civiche, ripartendo dalle liste civiche territoriali e mettendole al centro di un progetto di centrodestra».

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