L’avviso pubblico sul sito della Provincia di Messina – Un nuovo capitolo si aggiunge alla vicenda del villaggio “Le Rocce”. Dopo l’ormai arcinoto «bando di gara per project financing indetto dalla Provincia regionale di Messina volto all’acquisizione e individuazione di soggetti privati relativi alla conservazione e alla rinaturalizzazione dell’area “Le Rocce” e dell’annessa struttura ricettiva alberghiera tramite lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sita in località Mazzarò», ecco che è comparso un avviso pubblico sul sito della Provincia regionale di Messina. Si tratta «di manifestazione di interesse per la concessione stagionale per fini commerciali di terreno facente parte del complesso turistico “Le Rocce” ubicato lungo la Strada statale 114 in località Mazzarò nel comune di Taormina» […] «Si rende noto che questa Provincia regionale, a seguito di richiesta già pervenuta, è nella determinazione di concedere in uso temporaneamente una porzione del terreno in oggetto identificato in Catasto alla particella 117 – foglio di mappa numero 4 del comune di Taormina, di circa 156,00 mq, affinché venga utilizzato nella stagione estiva per fini commerciali senza alcuna modifica dello stato dei luoghi».

Cosa serve davvero a Taormina? – C’è da chiedersi, a questo punto, di cosa ha realmente bisogno la città di Taormina. C’è la necessità di creare altri luoghi a fini commerciali per la stagione estiva, oppure valorizzare e rammendare uno spazio naturalistico unico che potrebbe attirare l’interesse di viaggiatori e turisti? Non serve un drone comprato a buon prezzo su Amazon per rendersi conto che Taormina è satura di alcuni servizi e necessita, invece, di coltivare la propria bellezza. Il villaggio “Le Rocce”, che ricade all’interno del Sito di Interesse Comunitario “Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea (SIC ITA030031) legato al sito ITA 030040 “Fondali di Taormina-Isola Bella”, è un elemento fondamentale dell’estetica taorminese. Già, l’estetica. Si tratta di quel ramo della filosofia che studia la conoscenza del bello. Nel corso del Novecento è maturata una relazione interessante tra estetica ed etica che mette in evidenza l’importanza di curare i luoghi che ci circondano tenendo in considerazione l’incidenza che avranno sulle nuove generazioni. Al di là di simili considerazioni, sarebbe interessante riflettere se noi, in qualità di cittadini contemporanei, siamo ancora in grado di riconoscere il bello.

Domande, al momento, senza risposta – La risposta non è così scontata, soprattutto se in questi decenni siamo stati abituati a falsi paradigmi antiestetici di crescita economica. La realtà dei fatti, caratterizzata da una violenta crisi economica, ha smentito quelle teorie. Quindi è alquanto discutibile la proposta avanzata dalla Provincia regionale di Messina di voler concedere una porzione di terreno per fini commerciali, e solo durante la stagione estiva, senza alcuna modifica dello stato dei luoghi. Quale sarebbe la dimostrazione che questa concessione temporanea non alteri l’habitat naturale? Che senso ha ragionare con la solita mentalità del mettere delle toppe e provare a tirare avanti per qualche altro mese, poi chissà cosa accadrà? Perché non si vuole rivalorizzare questa zona fondamentale per Taormina e la costiera jonica? Rispetto e cura dell’ambiente non fa forse rima con maggiori flussi turistici e quindi nuovi introiti economici per il territorio? Oppure questa concessione dovrebbe garantire, a discapito della natura e della popolazione, la “ricchezza” di qualcuno?

In attesa che il Consiglio comunale affronti la questione – Sull’avviso pubblico diramato dalla Provincia regionale di Messina si può leggere che «chiunque avesse interesse rispetto al presente avviso potrà manifestarlo […] entro e non oltre le ore 12,00 del 17 marzo 2015, specificando le motivazioni del proprio interesse e fornendo i necessari dati identificativi e commerciali». In attesa di conoscere “mister X” e aspettando la discussione del Consiglio comunale di Taormina (già rimandata) sulla questione delle “Rocce”, nell’incontro di mercoledì a Casa Cuseni sul tema “Taormina e i luoghi antichi di spettacolo. Bilanci e prospettive”, era presente anche la dottoressa Maria Costanza Lentini, dirigente del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, che è stata intervistata dal nostro inviato, Ernesto Fichera, anche sulla vicenda del villaggio “Le Rocce” e ha detto che esiste un sistema per crescere senza danneggiare: «Quelle casette sono sempre state una tentazione. Spero che il tutto si concluda verso una valorizzazione e un’utilizzazione intelligente di quelle casette. Si può trovare un compromesso tra la valorizzazione ed evitare una speculazione e per farlo serve una pianificazione e progettazione corretta. Noi italiani abbiamo tre milioni di architetti nel mondo, e quindi se si vuole trovare è sempre possibile una soluzione. Esiste un sistema per crescere senza danneggiare. Esistono tante nazioni che lo dimostrano, tanti pezzi di Italia che lo dimostrano. Quindi bisogna solamente crederci».

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