Niente relativismo in Sicilia – Nella terra delle contraddizioni, dei paradossi, delle due facce di due medaglie che spesso e volentieri neanche si parlano, non sorprende che anche nello scandalo della tangente che ha coinvolto il presidente della Camera di Commercio di Palermo emerga con forza un’evidente dicotomia. Quella tra buoni e cattivi, poliziotti e ladri e chi più ne ha più ne metta. Da queste parti, a quanto pare, il relativismo non è mai arrivato. Che sia una fortuna o una sfortuna poco importa. “Buoni o cattivi non è la fine”, canta Vasco Rossi. Qua, invece, è proprio la fine. La distanza è meglio tenerla bene in vista, perché in caso contrario si rischierebbe di perdere anche quel pezzetto di Sicilia che ci permette di camminare a testa alta. Se Roberto Helg, potente amministratore siciliano e sempre in prima fila contro la mafia, ha gettato la sua maschera pirandelliana, dall’altro lato c’è l’imprenditore Santi Palazzolo che ha denunciato, senza esitazioni, il vicepresidente della Gesap e presidente della Camera di Commercio e Confcommercio.

Palazzolo ha messo la ciliegina sulla torta – È vero, da un punto di vista razionale si potrebbe dire che senza la prima figura non sarebbe potuta esistere l’altra. Senza il gesto sconsiderato di Roberto Helg non tesseremmo le lodi di un imprenditore coraggioso che ha denunciato chi chiede delle tangenti. Ma al di là delle considerazioni filosofiche, è sempre utile mettere in primo piano dei buoni esempi. Soprattutto per i più giovani e in particolar modo in questo periodo storico, dove la gente per bene scarseggia e tutti, o quasi, sono pronti a vendersi per un piatto di lenticchie. Un pasticcere e il suo senso di legalità e libertà hanno, in parte, redento questo terra. Già, proprio un pasticcere. Nella regione dei dolci più buoni d’Italia, la ciliegina sulla torta non poteva che arrivare da un esperto del settore pasticceria. «Non si è avuto mai alcun dubbio sulla strada da percorrere; non si è mai avuta esitazione nel denunciare chi, finora, aveva invitato alla denuncia; non si è smesso di avere fiducia nello Stato e non si dimenticherà mai il senso di libertà provato nel farlo», si legge in una dichiarazione rilasciata da Santi Palazzolo, dalla sua famiglia e dal suo staff.

La Sicilia e il rapporto con i dolci – «Santi Palazzolo – dice la nota – ha denunciato il vicepresidente della Gesap e Presidente di Camera di Commercio e ConfCommercio, Roberto Helg, al quale si era rivolto per chiarimenti sulla proroga del contratto di affitto dello show room presso l’Aeroporto di Palermo Falcone-Borsellino, importante per l’azienda e per la tenuta occupazionale. Non è straordinario quello che è stato fatto, perché, anche in questo caso, si sono soltanto applicati i valori su cui Santi Palazzolo fonda ogni giorno il proprio lavoro. Prima di essere imprenditori, si deve essere onesti cittadini e persone perbene. Questa terra merita di più di ciò che ha e per migliorarla serve il contributo di tutti. Lui ha soltanto dato il suo», si evidenzia nel comunicato diramato del pasticcere. In silenzio, senza troppi proclami e discorsi in stile “campagna elettorale”, Santi Palazzolo ha preparato un dolce squisito che ha attirato e incastrato Roberto Helg. Ha smascherato, ancora una volta, i professionisti dell’antimafia e ha regalato alla Sicilia una boccata di aria fresca. Non bisogna mai sottovalutare il potere della buona cucina.

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