I danni delle trivelle – Un nuovo paragrafo si aggiunge alla storia delle trivelle in Sicilia. Nell’isola si è formato un fronte trasversale che va al di là degli schieramenti politici, per chiedere che venga bloccato un progetto che rischierebbe di compromettere seriamente la bellezza e l’unicità del Canale di Sicilia. Per non parlare del danno turistico che le trivelle potrebbero procurare a un panorama visitato da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. A tal proposito, infatti, va ricordato che in caso di errori le sostanze inquinanti invaderebbero ogni costa del mar Mediterraneo e quindi ogni provincia italiana e non solo sarebbe coinvolta. Una catastrofe, la mazzata definitiva a queste terre. Un pericolo che non può incontrare una ferma opposizione di uno schieramento contro un altro. Così, come confermato nella giornata di ieri nell’Aula di Palazzo Madama, si è formata un’inedita alleanza politica per bloccare nuove trivellazioni in Sicilia.

Approvato un ordine del giorno trasversale – «Grazie all’approvazione del nostro ordine del giorno abbiamo scongiurato nuove trivellazioni nel Mar Mediterraneo», hanno dichiarato i senatori siciliani Giuseppe Compagnone, Giuseppe Ruvolo, Antonio Scavone (Gal) e Antonio D’Alì (Forza Italia). Un’affermazione maturata dopo l’approvazione di un ordine del giorno al Senato sottoscritto da Lega Nord, M5s, gruppo Misto-Sel e dalla senatrice del Partito Democratico Laura Puppato. «L’Esecutivo – hanno concluso – si impegna a non rilasciare concessioni. Vigileremo senza sosta affinché questo avvenga».

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