La Sicilia e la distanza dalla cultura – Dopo la recente notizia che nessun Ente regionale è stato inserito nella lista (divulgata dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo) dei Teatri Nazionali per il triennio 2015-2017, il rischio è un lento e inesorabile allontanamento della cultura dalla Sicilia. Un paradosso, una contraddizione che si fa fatica perfino a pronunciare. La Sicilia senza cultura è una bestemmia. Eppure è la realtà dei fatti. Da queste parti i pre-giudizi sul mondo della cultura non svaniscono e quel paradigma secondo il quale “con la cultura non si mangia” è ancora un caposaldo di un consistente tessuto regionale. Peccato che a dirlo siano quelli che con la cultura ci hanno mangiato, nel senso negativo del termine. Cioè l’hanno sfruttata fino al disastro e alla situazione attuale. A Taormina, nel centro simbolico della cultura e del turismo siciliano, nella giornata di mercoledì si discuterà sui siti antichi e sulla loro situazione. Un momento di confronto e di grande attualità che dovrebbe essere il luogo adatto per fare dei bilanci e delle prospettive future.

Nello scenario di Casa Cuseni si parlerà di siti antichi di spettacolo regionali – L’appuntamento è per mercoledì 4 marzo alle ore 17.30, presso il museo di Casa Cuseni di Taormina. Tra i partecipanti spicca il nome dell’avvocato Fabio Granata, coordinatore nazionale “Green Italia” e direttore del Distretto turistico del Sudest. Granata è una vecchia conoscenza della politica italiana e in particolar modo della destra. Altra ospite sarà la dottoressa Maria Costanza Lentini, dirigente del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, e la professoressa Fulvia Toscano, coordinatore provinciale “Green Italia”. Gli organizzatori hanno fatto sapere che “Green Italia” è «un progetto politico fondato sull’idea di un “green new deal” per l’Italia, convinti che questa prospettiva sia la più efficace e realistica per il Paese».

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