Il miglior direttore della storia della “Gazzetta” – «La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine». L’ex direttore della “Gazzetta dello Sport” ha avuto sempre una grande sensibilità, oltre che un’invidiabile cultura e intelligenza giornalistica. Forse è stato il miglior direttore del principale giornale sportivo italiano. Certo i tempi sono cambiati e oggi Candido Cannavò si sarebbe dovuto adattare, ma la capacità di scrivere e argomentare non sarebbe venuta meno. Meglio trenta righe di Cannavò che un’immagine gigante in prima pagina. Sono trascorsi alcuni anni dalla sua morte. Ha lasciato un vuoto alla “Gazzetta dello Sport” e nel mondo del giornalismo in generale. Ma anche la sua Catania, città in cui è nato, non lo ha dimenticato. La città siciliana, che ha dato i natali a personaggi insigni nel mondo della cultura, della letteratura e della musica, ha tra gli altri un figlio che si chiama Candido Cannavò. Il sindaco Enzo Bianco l’aveva promesso a metà gennaio: a breve Catania renderà omaggio al suo concittadino.

La promessa di Bianco – E così è stato. Una piazza della città etnea è stata salvata dal degrado e tra aiuole, erbetta e l’installazione a piramide verso il mare con tanto di bicicletta, il contesto è cambiato. Sono state cancellate le scritte dei writers, sono stati coinvolti per disegni e murales allievi e insegnati dell’Accademia di Belle Arti, come ha tenuto a precisare il primo cittadino Bianco: «Consapevoli della carica che Candido sapeva mettere in tutto ciò che faceva, abbiamo lanciato un’operazione di rigenerazione urbana senza precedenti. Questa grande piazza posta in uno dei luoghi più belli della città, ma che era stata mortificata, abbandonata, sta diventando bellissima nel suo nome». Felice e commossa dall’iniziativa la moglie del giornalista scomparso, Franca Roberto: «Provo una grande emozione a vedere questa piazza che sta cambiando non solo nome ma anche volto. Ci sono state alcune giornate terribili di pioggia e non si è potuto lavorare, ma adesso c’è una grande attività. Perché non si è trattato soltanto di mettere una targa: con questi murales Candido è stato rimesso nel suo ambiente e nella sua città».

Quell’omaggio in piazzale Oceania – Candido Cannavò è stato direttore della “Gazzetta dello Sport” dal 1983 al 2002 e prima di ricoprire questo prestigioso incarico, che poi è coinciso con gli anni d’oro del quotidiano di Milano, fece il corrispondente della “Gazzetta dello Sport” dalla sua Catania. Era la metà degli anni ’50 e dopo un passato nell’atletica decise di dedicarsi al giornalismo. Fu Gino Palumbo a chiamarlo a Milano, per assumerlo e poi promuoverlo inviato. Via Solferino era la sua seconda casa. La prima, però, era sempre Catania. Città che ha amato e mai dimenticato. Per fortuna, adesso, neanche Catania lo dimenticherà. Non finiranno nel dimenticatoio i suoi editoriali, i commenti, le dichiarazioni sul mondo del calcio e quello del ciclismo. Già, l’universo su due ruote lo affascinava da sempre e questo lo si può notare nel murales che ricorda Candido Cannavò in piazzale Oceania.

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