Ipotesi commissariamento a giugno – L’ombra del commissariamento si fa sempre più minacciosa sulla Sicilia. Non ditelo alla Borsellino, si potrebbe offendere e minacciare nuove dimissioni. L’assessore alla Sanità della regione Sicilia, infatti, dalla Leopolda palermitana aveva negato qualsiasi volontà di fare un passo indietro. «Non ho presentato le mie dimissioni, è stato un annuncio legato alla sensazione di delegittimazione (dopo le parole del ministro Lorenzin): è una decisione che mi riservo di assumere. Fin dal primo giorno ho detto che sono al lavoro perché c’è un attività ispettiva in corso e per un obbligo morale». Era stata questa la dichiarazione del membro della giunta Crocetta, che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo al presidente che dal primo momento si è schierato, almeno a parole, dalla parte del suo assessore. Le affermazioni della Borsellino erano state una conseguenza della presa di posizione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale aveva ipotizzato un commissariamento nel settore sanitario e detto al governatore Crocetta che «chi ha responsabilità oggettive dovrà renderne conto».

L’aut aut del ministro Lorenzin – Intanto la polemica potrebbe crescere nelle prossime ore. Come rivelato dal quotidiano “La Stampa”, da una prima bozza del rapporto dei Nas e degli ispettori ministeriali inviati nell’isola per fare luce sulla morte della piccola Nicole, si evidenziano responsabilità di clinica, Regione e Asl. Il parere degli ispettori è stato lapidario: «Sicilia inadempiente sull’assistenza neonatale». Il ministro Lorenzin, dopo aver ricevuto queste considerazioni, pare abbia invitato la sanità siciliana a risolvere alcuni gravi problemi entro il mese di giugno, altrimenti arriveranno i commissari. In poche settimane si dovrà riorganizzare e rendere funzionale un servizio di emergenza e di neonatologia, altrimenti anche in campo sanitario la Sicilia andrà incontro a un commissariamento. L’aut aut del ministro del Nuovo Centro Destra non lascia spazio a repliche. O si fa così, oppure si metterà in mora la regione. Non ci sono alternative. «Il nostro lavoro è per mettere in sicurezza il sistema sanitario e l’abbiamo fatto con numerosi atti, dal Patto per la Salute al Piano nazionale prevenzione. Ora tocca alle Regioni dare seguito a questi atti e cambiare le cose sul territorio», ha dichiarato il ministro dell’esecutivo Renzi.

Il rapporto “complicato” con Crocetta – Da Roma, a anche da Palermo, aumentano i mal di pancia nei confronti dell’assessore Borsellino. Qualcuno parla di un deterioramento del rapporto con il presidente Rosario Crocetta. La gestione del dossier “Villa Sofia-Cervello” di Palermo, dove il reparto di Chirugia plastica è gestito dal primario Matteo Tutino, medico personale di Crocetta, avrebbe creato i primi malumori. L’assessore Borsellino, a quanto pare, avrebbe pronto un faldone da consegnare ai colleghi del padre ucciso dalla mafia. Poi c’è il caso del “San Raffaele-Giglio” di Cefalù, il cui direttore generale, Vittorio Virgilio, è un altro influente componente del “cerchio magico” della sanità made in Crocetta. Ed è proprio da questo “cerchio magico” che potrebbe uscire il nome del successore della Borsellino. Magari Giacomo Sampieri, lodato senza se e senza dal vulcanico governatore della Sicilia. Sarebbe l’ennesimo schiaffo all’attuale assessore regionale alla Salute, che, tra le altre cose, non è ben vista neanche dalla corrente renziana del Partito Democratico. Forse le assegneranno qualche incarico nazionale e la faranno uscire a testa alta da una giunta in cui, per diversi motivi, non è più ben vista.

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