Dalla dieta mediterranea al fast-food – «Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. […] Expo Milano 2015 offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese». Ecco delle affermazioni estrapolate dal “cos’è Expo Milano 2015” del sito ufficiale dell’Esposizione universale. “Nutrire il pianeta” sarà l’imperativo categorico dell’Expo che inizierà a maggio. Bei propositi, stupendi. Parole e dichiarazioni che fanno pensare al reale rilancio dei territori con le loro particolarità. L’esaltazione della “dieta mediterranea” e delle sue prelibatezze, però, dovranno affiancarsi, anche in questo contesto, a due multinazionali del cibo. Si, McDonald’s sarà Official sponsor dell’Expo 2015 e Coca-Cola sarà l’Official Soft Drink Partner di Expo Milano 2015. Parapapapa…

Ecco perché faranno parte dell’Expo – In qualità di sponsor avranno un ruolo di primo piano nei padiglioni dell’Esposizione. La più grande catena di fast-food al mondo avrà un padiglione ristorante, dopo l’accordo maturato dal progetto “Fattore Futuro” lanciato per sostenere l’agricoltura italiana con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole. L’iniziativa si rivolge a imprenditori agricoli italiani con meno di 40 anni che hanno un progetto di innovazione e sostenibilità per la propria azienda, e offre a 20 di loro la possibilità di entrare a far parte dei fornitori italiani di McDonald’s per tre anni. I candidati dovranno essere agricoltori e allevatori operanti alla interno di 7 diverse filiere: carne bovina, carne avicola, pane, insalata, patata, frutta, latte. Mentre il marchio Coca-Cola è stato scelto, come si apprende sul “Fatto Quotidiano”, «in virtù del suo impegno sul fronte dell’innovazione e della crescita sostenibile, capace di generare ricchezza per le comunità, tutelando le risorse utilizzate e incoraggiando consumi e stili di vita equilibrati». Decisioni destinate a far discutere, che stanno già provocando le prime polemiche.

Nutrire il pianeta? – Elisa D’Ospina, scrittrice e ambassador di We Women for Expo, sul “Fatto Quotidiano”, ha espresso tutto il suo rammarico per una decisione economica e non salutista. «In una società in cui l’obesità dilaga e secondo i dati del Ministero della Salute il numero delle persone obese è raddoppiato rispetto agli anni ’80 come si fa ad accettare che multinazionali del “junk food” siano sponsor di un evento che mirava ad essere educativo sotto l’aspetto della nutrizione e dell’alimentazione?», si chiede la D’Ospina. La scrittrice ha ricordato il lavoro di volontariato che svolge nelle scuole assieme a medici nutrizionisti e psicologi sull’educazione alimentare e sui disturbi alimentari. Un impegno che viene tradito nel momento in cui si è scelto di piegarsi al denaro e voltare le spalle alle buone intenzioni. «Era un’occasione di rilancio, invece rimane la solita marchetta all’italiana», ha detto in tono polemico Elisa D’Ospina. Però l’amministratore delegato di McDonald’s Italia, Roberto Masi, non ci sta alle critiche contro la catena di fast-food e sul progetto che vede coinvolta l’azienda all’Expo ha detto: «Questo progetto aiuterà 20 giovani agricoltori a rafforzare la loro azienda. Al momento già oltre l’80 per cento delle forniture proviene da allevamenti e aziende agricole italiane per un valore di 400 milioni di euro».

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