Quella frase di Merleau-Ponty – «L’ironia è l’unico modo per raccontare questa terra», ha detto Andrea Camilleri. Tramite i suoi personaggi e le sue battute in dialetto siciliano, lo scrittore di Porto Empedocle parla della Sicilia. Lo fa da sempre e con grande successo. Un luogo pieno di contraddizioni, dove «il corso delle cose è sinuoso», per usare una definizione del filosofo Merleau-Ponty che Camilleri ha preso come spunto per un suo libro, “Il corso delle cose”. Una realtà che abbiamo imparato a conoscere tramite Luigi Pirandello e Leonardo Sciascia. Una realtà che sembra sfuggire dalle mani di chi osserva, perché è caratterizzata da movimenti umani elementari e nello stesso tempo oscuri, «di gesti cerimoniali che alludono a una seconda natura, a un’ipotesi dell’uomo non misurabile secondo i parametri della logica». Le storie, qui in Sicilia, si intrecciano in un modo che si fa fatica a comprendere. È così in ogni aspetto della quotidianità. Dal semplice rapporto tra conoscenti al dibattito politico, che sembra caratterizzato dal «corso delle cose” di cui ha parlato Andrea Camilleri.

Per qualche motivo si è svolta la Leopolda sicula? – Nel fine settimana che ci siamo lasciati alle spalle a Palermo è andata in scena la Leopolda siciliana. Voluta con forza da Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione e uomo di riferimento di Matteo Renzi nell’isola. Titoli che farebbero pensare a un profilo di un certo peso da queste parti, ma se fosse stato davvero così non ci sarebbe stata questa Leopolda. Si, un qualcosa di inusuale. Di Leopolda ne esiste una ed è quella che viene organizzata nella vecchia stazione di Firenze. Luogo, ormai, simbolo del renzismo. Dunque, per qualche motivo si è svolta la Leopolda sicula? Qual era l’esigenza di mettere in piedi “na Leopodda”? In primis è stata una passerella mediatica importante per Davide Faraone, che ha avuto una visibilità regionale fino a questo momento mai ottenuta. Forse un primo passo verso le prossime elezioni regionali, dove Davide Faraone potrebbe essere il candidato del Pd al posto del vulcanico Rosario Crocetta. Ipotesi? Al momento si, ma un pensierino su questa storia lo si può fare.

Non si forma una classe politica su una passerella – Possiamo scialarci nel fare considerazioni politiche che vanno al di là della babbiata secondo la quale la Leopolda siciliana sarebbe servita a formare una nuova classe dirigente. Parlare per tre minuti su un palco, tv docet, fa rima con visibilità e notorietà. Semplice crogiolamento. Per formare una classe dirigente serve ben altro. Per allenare i muscoli del nuovo politico serve un lavoro costante e continuo, che non può risolversi in quello che abbiamo visto. E’ stata una manifestazione, ma non un momento di formazione politica. Le parole di Davide Faraone, del resto, ne sono una conferma: «Crocetta, stai tranquillo. Non stiamo lanciando il nuovo presidente». Appunto, se il «corso delle cose è sinuoso» e la realtà che abbiamo imparato a conoscere è caratterizzata da movimenti umani elementari e nello stesso tempo oscuri, le parole di Faraone devono leggersi in maniera opposta. Si, è iniziata la sua corsa per spodestare Rosario Crocetta che, come è noto, non ha un buon rapporto con il governo nazionale e gli ultimi attriti con l’assessore Baccei ne sono una dimostrazione. Lo spettacolo è appena iniziato e per raccontarlo, nonostante ci saranno momenti di tensione e scontro, sarà meglio utilizzare l’ironia messa in pratica da Camilleri. La tecnica migliore per raccontare e vivere la Sicilia e non rimanerne troppo coinvolti e quindi feriti.

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