Foto Andrea Jakomin/blogTAORMINA ©2015
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Un campanello d’allarme – Le insistenti e continue piogge degli ultimi giorni hanno provocato dei disagi nella fascia jonica. A Castelmola si erano verificati dei distacchi dai costoni, che sono stati monitorati dalla Protezione civile, a Savoca è avvenuto il crollo della carreggiata della Strada Provinciale savochese e nel comune di Taormina, sotto via Roma e bene in vista da piazza IX Aprile, un costone è franato andando a rotolare nel vallone che sovrasta Villagonia. Massi di una certa consistenza hanno ceduto dopo le inteste piogge degli ultimi giorni. Per fortuna non ci sono stati danni a persone o cose, ma si tratta di un campanello d’allarme per il territorio taorminese.

Una difesa passiva ben dimensionata – Una vicenda che fa tornare d’attualità l’importanza di avere “cura” del luogo in cui si vive e, quindi, è fondamentale agire di conseguenza. Va detto, però, che le frane nella zona jonica del messinese e del catanese sono un problema continuo che si ripresenta di volta in volta. Da Capo Alì Terme fino a Capo Taormina, quei massi sono sempre precari e rischiano di provocare gravi danni alla popolazione. Dunque, che fare? Quando nel mese di ottobre ci fu la frana a Capo Taormina, interpellammo il professor Franco Ortolani, ritenuto tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni alluvionali e sismici. Il concetto chiave per lo studioso era ed è “difesa passiva ben dimensionata”: «Secondo la morfologia dei costoni – sottolineava il professor Ortolani – può essere realizzabile una difesa passiva ben dimensionata, nel senso che può essere difficile o impossibile evitare che si distacchino nuovi massi e conviene intercettarli durante la caduta prima che invadano la strada».

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