«Giusto ascoltare e avere il contributo di più persone possibili» – Dopo le polemiche di questi giorni tra civatiani e renziani dell’isola e i nuovi mal di pancia di Bersani e compagni sull’Italicum e il Jobs Act, la Leopolda siciliana è iniziata. Sala gremita all’ex Fabbrica Sandron di Palermo. Tra i tanti partecipanti, come annunciato nei giorni scorsi, non poteva mancare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Il braccio destro di Matteo Renzi è tornato sulla questione “open Pd”, ovvero sulla possibilità di accogliere o meno tra le fila democratiche tutti quei politici regionali che stanno decidendo di aderire al progetto renziano del partito di centrosinistra.

«Il Partito democratico è un partito grande che ospita tante culture e tante persone, è un campo molto ampio, quindi è giusto ascoltare e avere il contributo di più persone possibili. E’ un grande partito nazionale e popolare. Pur non conoscendo in dettaglio la situazione siciliana dal punto di vista politico, credo sia una scelta opportuna quella di avere tanti contributi».

«Un grande presidio sulla legalità» – L’ex sindaco di Reggio Emilia, inoltre, si è augurato che come discriminante per le new entry ci sia il principio della legalità: «Questa è responsabilità dei dirigenti regionali siciliani che, sono sicuro, vigileranno perché le cose si svolgano in maniera corretta, che vi sia un grande presidio sulla legalità. Sono le scelte che il Pd ha fatto in maniera precisa e irreversibile. Non sono preoccupato e ho fiducia nei dirigenti regionali».

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