Le raccomandazioni mettono da parte il merito – Dopo il caso delle neonata morta a Catania e del direttore del 118 di Palermo prelevato con un elicottero mentre si trovava in vacanza ad Alghero, giorno dopo giorno sono emersi casi, in alcune circostanze bufale, sulla malasanità. Solite tendenze di una parte dei media, che cercano di “battere il ferro finché è caldo”. Passano gli anni ma l’obiettivo è sempre lo stesso: attirare il numero maggiore di lettori su un tema molto dibattuto. Certo, in alcuni casi si fa bene a denunciare veri e propri scandali della malasanità siciliana. In realtà, come ha fatto notare anche il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, in un recente Consiglio comunale, si tratta di “malapolitica”. Un fenomeno che ormai da decenni è annidato nelle strutture ospedaliere, considerate fucine invitanti di voti in cui si realizza un clientelismo politico insopportabile. Le raccomandazioni hanno messo da parte il merito e le inefficienze, spesso e volentieri, sono dovute proprio a questo modo di agire. Poi se si aggiungono i tagli con cui vengono colpiti i reparti davvero efficienti e all’avanguardia, per lasciare in vita quelli che appartengono agli “amici degli amici”, la frittata è fatta ed è servita ai cittadini.

Dalle promesse della regione a un brusco ridimensionamento – Un problema che riguarda quasi tutte le strutture siciliane e non solo quella di Taormina. A Giarre, per esempio, la regione vorrebbe ridimensionare l’ospedale cittadino. Qualche mese fa l’assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, aveva promesso interventi e finanziamenti per il centro ospedaliero, ma niente di tutto ciò è stato realizzato. Così a novembre il membro della giunta guidata da Rosario Crocetta ha inserito la struttura tra le otto destinate a essere trasformate in ospedali di comunità. In sostanza si tratterebbe di un brusco ridimensionamento. Di fronte a tutto ciò il sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, ha deciso di spostare gli uffici amministrativi nelle stanze dell’ospedale: «Con quest’azione vogliamo evidenziare le contraddizioni che ci sono tra le promesse e i fatti. Voglio, quindi, assieme alla giunta, monitorare e vigilare su questa situazione, perché i cittadini meritano la chiarezza che fino ad adesso non gli è stata concessa. A questo punto non sappiamo quali sono le reali intenzioni del governo regionale, ma non ho più fiducia nell’operato dell’assessorato. Ai cittadini va detto quali sono le reali prospettive senza alimentare false illusioni. Se vogliono chiudere la struttura lo dicano senza fronzoli, mentre se devono valutarci lo facciano con i mezzi adeguati. Fin quando non si prenderà una decisione, possibilmente adeguata ai diritti dei cittadini, non intendo spostarmi».

I numeri impietosi del “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” – L’obiettivo del primo cittadino è quello di attirare l’attenzione dei media e delle persone sui problemi dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro”. E la situazione, nonostante le promesse della classe politica, è drammatica. Il rischio chiusura è dietro l’angolo. Il reparto di cardiologia è già stato chiuso da mesi, mentre la radiologia non è in servizio nelle ore notturne. Per capire la gravità in cui versa l’ospedale basta contare il numero di ambulanze a disposizione del pronto soccorso: solo una è funzionante, mentre tutte le altre restano ferme perché fuori servizio. L’ospedale di Giarre ha un bacino di utenza di 120 mila persone ed è assurdo che ci siano soltanto cinque medici in servizio, mentre gli infermieri effettivi sono 67 su una pianta organica di 85 unità previste. Per non parlare dei posti letto, che la regione ha ridotto a 16. Al momento sono 48, mentre sarebbero dovuti essere 57. Il sindaco Bonaccorsi ha fatto sapere che continuerà a lavorare in ospedale fin quando la regione non darà risposte adeguate in merito: «L’ospedale dev’essere dotato di risorse e mezzi adeguati, dal Pronto Soccorso alle ambulanze, all’organizzazione dei reparti, per poter essere valutato sulla base di dati oggettivi, senza penalizzazioni».

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