Ninni Panzera segretario generale Taormina Arte
Ninni Panzera segretario generale Taormina Arte

Il bisogno di una propria evoluzione – «Che cosa resterà di me? Del transito terrestre? Di tutte le impressioni che ho preso in questa vita!», cantava Franco Battiato nella celebre canzone “Mesopotamia”. Interrogativi esistenziali che inseguono l’uomo nella sua vita e ogni istituzione o ente che una persona o un gruppo di persone mettono in piedi. Cosa resterà di Taormina Arte? Il brano del cantautore siciliano ripercorre i momenti della vita e così si potrebbe ripensare a quello che è stata Taormina Arte e il motivo che l’ha portata alla luce. Un marchio di garanzia che ha permesso alla terrazza che si affaccia sul mar Mediterraneo di essere apprezzata in tutto il mondo. Del resto gli spettacoli che si susseguono al Teatro Antico di Taormina d’estate, nell’immaginario collettivo, sono riconducibili a Taormina Arte. Sulle sue spalle grava un peso non indifferente. Secoli di storia e di bellezza che hanno fatto di questo luogo qualcosa di unico e irripetibile. È chiaro che gestire patrimoni del genere implica sapersi adattare ai tempi che cambiano, dunque l’esigenza di Taormina Arte è quella di evolversi. Sempre il maestro Battiato, in “Segnali di vita”, cantava «si sente il bisogno di una propria evoluzione». Ecco, questa esigenza è viva nel capitale umano che costituisce Taormina Arte, nel suo Segretario generale Ninni Panzera e in tutti quei cittadini che considerano il passaggio da comitato a fondazione un processo naturale per rendere più funzionale e utile l’organizzazione.

«Siamo alla fase finale del percorso» – Il Consiglio comunale di martedì 3 marzo dovrà discutere di tutto ciò e prendere una decisione in merito. Le indicazioni preliminari sembrano trovare d’accordo le forze politiche, a prescindere dalle contrapposizioni in Aula, sulla necessità di trasformare Taormina Arte in fondazione. Dalle dichiarazioni delle ultime settimane, a quanto pare anche la regione, con l’assessore Li Calzi, vuole creare questa fondazione. Resta da capire, però, quali saranno gli accordi per dare la vita a un ente che dovrà avere una certa influenza sulle attività di cui si andrà a occupare. Ormai ci si trova al rush finale della trattativa, come ha confermato il Segretario generale di Taormina Arte Ninni Panzera: «Siamo alla fase finale del percorso. Martedì ci sarà un Consiglio comunale in cui si definiranno meglio quelle che sono le posizioni generali. Dopodiché si andrà a un incontro con l’assessore regionale al Turismo, Cleo Li Calzi, per definire un progetto di trasformazione».

Il piano industriale tra Teatro antico e Palazzo dei Congressi – Un’evoluzione che ha al centro dell’attenzione il piano industriale: «Sul piano industriale si sta lavorando sulla base di due elementi abbastanza complessi, ovvero il Teatro antico e il Palazzo dei Congressi. Nell’ipotesi di progettazione ci sono dei punti fondamentali che devono essere dei punti fermi anche per la strategia economica. La regione ha approvato una legge, in cui all’articolo 59 della Finanziaria è previsto un fondo di dotazione fissato in 15 milioni di euro, che è un fondo di riserva straordinario destinato al ripiano delle passività pregresse di tutte le istituzioni culturali. In questo momento, però, Taormina Arte non fa parte del piano. Il piano industriale lavora sulle potenzialità che potrebbe esprimere un struttura come la Fondazione, che prescinde dalle condizioni del comune e della provincia. Per poter dare un senso devi incidere sulla sostanza di Taormina, sui flussi turistici della città». La situazione non può reggere ancora per molto tempo. Più le lancette dell’orologio vanno avanti e maggiore è il debito di Taormina Arte. È chiaro, dunque, che se la questione dovesse essere rimandata si potrebbe arrivare a un punto di non ritorno.

Panzera, Sinopoli e il manifesto programmatico per la fondazione – Per questo motivo l’avvocato Panzera si augura che tutti si rendano conto delle potenzialità di Taormina Arte: «Mi auguro che si prenda coscienza che Taormina Arte è un’istituzione per la città, per la promozione turistica, per le attività culturali che in genere sono state promosse e che non si crei confusione tra le semplici attività che vengono fatte al Teatro antico senza nessuna organicità e senza nessuna lettura che possa essere percepita all’esterno come sintomo di una produzione culturale in linea con la storia di Taormina e la sua bellezza. Deve rientrare il concetto di bellezza». Inoltre il Segretario generale ha ben chiaro quale dovrebbe essere il manifesto programmatico della futura fondazione: «Nel 1997 Giuseppe Sinopoli mi disse: “Ancora insieme a combattere nella nostra cara isola per la cultura che è la nostra antica civiltà”. Ecco, questo è un manifesto programmatico di quello che deve essere Taormina Arte. Dal mio punto di vista deve essere un “prodotto” per tutto l’anno solare, con una serie di iniziative».

La destagionalizzazione passa da Taormina Arte – Taormina Arte è lo strumento per realizzare la destagionalizzazione. «Rivendichiamo la necessità di essere interlocutori privilegiati – ha aggiunto Ninni Panzera. È minimale andare a discutere ogni volta di date e altri aspetti. Invece se si vorrà puntare davvero su Taormina Arte, dovrò essere in condizioni di organizzare le prossime stagioni senza pensare che ci saranno possibilità di date che verranno occupate da altri». La soluzione migliore è che Taormina Arte gestisca il Teatro greco, ottenga la proprietà del Palazzo dei Congressi e qualche spazio presente sul territorio. Da qui a qualche giorno si dovrebbe avere una situazione più chiara e definita. Nel frattempo, per la stagione del 2015, sono già in programma degli avvenimenti «che daranno il segno di un marchio di Taormina Arte», ha affermato Ninni Panzera. Adesso non si può fare altro che sperare in una rapida conclusione della trattativa. Il momento storico non reggerebbe altra “manciugghia” politica nella Fondazione. L’augurio è che ci sia «un dogmatico rispetto verso le istituzioni» (ovvero nei confronti di Taormina Arte), tanto per citare ancora Franco Battiato. Solo seguendo tali principi potrà nascere qualcosa di utile e positivo per il territorio.

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