blogTAORMINA ©2015
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L’ironia contro la propaganda del terrore – Il “New York Times” ha preso in simpatia l’ironia dei cittadini romani che hanno deciso di rispondere con spensieratezza alle continue minacce video dei fondamentalisti islamici del Califfato. Le bandiere nere degli jihadisti compaiono in varie immagini sul Vaticano, sul Colosseo e le dichiarazioni dei tagliagole provano a mettere paura alla popolazione italiana. L’ironia della gente capitolina si è diffusa con rapidità sul web. Su Facebook, addirittura, è stata creata una pagina, “L’Isis minaccia”, che in poche ore ha superato i 15 mila like. Contro la brutalità e la violenza dell’Isis, molti cittadini romani hanno deciso di rispondere con l’ironia. Certo, non va sottovalutato il pericolo fondamentalista che rischia di mettere a ferro e fuoco il Mediterraneo che bagna anche le coste della Sicilia, ma il giornalista statunitense Thomas Friedman, sulle colonne del NYT ha definito «alquanto appropriata» la satira capitolina. In effetti “le minacce” sono una più divertente dell’altra: «Daremo le vostre password a Signorini», «Metteremo Mara Venier all’ingresso del cinema per spoilerarvi i film», «Indiremo riunioni di condominio a casa tua», «Faremo affondare la nave del Capitan Findus», «Faremo partire gli aggiornamenti di Windows mentre sarete su Youporn», «Vi interrogheremo sui congiuntivi», «Faremo diventare IgnazioMarino sindaco di tutte le città».

Un concerto “inedito” al Teatro antico di Taormina – L’elenco è interminabile e in continuo aggiornamento. Ma se l’Isis minaccia Roma, negli ultimi giorni vuol mettere paura anche alla Sicilia che, da un punto di vista geografico, è molto più vicina per loro. A meno che non prendano qualche charter diretto a Fiumicino. A quanto pare uno degli obiettivi dei fondamentalisti islamici è quello di colpire il gasdotto Greenstream che arriva in Sicilia, e per essere precisi a Gela, e di creare un vero e proprio inferno nel Mediterraneo per i pescherecci, le motovedette della Guardia Costiera e le mini crociere che solcano quei mari. Quindi, cari amici romani, l’interesse strategico dell’Isis è rivolto alla Sicilia e prendendo spunto dalla vostra ironia che è stata lodata dal “New York Times”, proviamo a capire quali altre minacce stanno arrivando in Trinacria. La prima, secondo voci di corridoio, riguarda il cantautore catanese Franco Battiato che sarà obbligato a cantare “La cura” con Gigi D’Alessio al Teatro antico di Taormina. Staremo a vedere come reagirà il Maestro. Forse, questa volta, verranno posti sul serio i cancelli in via Timoleone.

L’Isis intimorisce la Sicilia – «Porteremo Bersani in Sicilia e faremo smacchiare il gattopardo», «Riempiremo i granai di manciugghia», «Vi priveremo di tutti i vostri Commissari liquidatori», «Daremo un paio di scarpe e una camicia al sindaco di Messina, Renato Accorinti», «Restringeremo ancora di più l’uscita autostradale per Taormina», «I trasformismi dei politici locali passeranno da Uno, nessuno a centomila», «Trasmetteremo a reti unificate le sedute del Consiglio comunale di Taormina», «Sostituiremo la Fontana dell’Elefante di piazza Duomo a Catania con la statua di Pippo Baudo», «Porteremo la sabbia del deserto nel Porto di Tremestieri», «Sostituiremo i cannoli con il Kahk», «Vi regaleremo, presso i centri commerciali catanesi, tre suocere al prezzo di due», «Porteremo un Ignazio La Russa in ogni Consiglio comunale della Sicilia», «Rilanceremo il turismo a Taormina trasformandola nella capitale del nuovo Stato Islamico», «Regaleremo una felpa di Salvini a ogni siciliano». Questi sono soltanto alcuni avvertimenti. Occhio, eh.

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