Le donne, si sa, hanno una marcia in più. I tabù sul gentil sesso, anche in campo lavorativo, sono caduti da un bel po’ di tempo. Meglio così. A quanto pare, secondo i dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere, le donne imprenditrici riusciranno ad avere maggior successo anche in vista dell’Expo. Si, avete capito bene. Se l’esposizione universale ospiterà bandiere provenienti da tutto il mondo, il colore principale sarà il rosa, quello delle donne. Le percentuali parlano chiaro: il 29 per cento delle 1.302.054 imprese femminili si concentra sulle filiere agroalimentari e turistiche, che più di altre potranno trarre vantaggio dall’Expo 2015. Più in dettaglio sono 143.256 le imprese a guida femminile che operano nel turismo, 3 su 5 sono bar o ristoranti. Mentre delle 234.684 aziende rosa dell’agroalimentare, oltre 9 su 10 riguardano il comparto agricolo.

Il mondo imprenditoriale italiano scopre che una consistente parte del suo settore è donna. Le imprese rosa costituiscono il 21,5 per cento dell’universo imprenditoriale italiano. Una realtà che sta mostrando di sapersi fare strada con velocità. Il dato significativo è che le imprenditrici donne sono in gran parte giovani. All’anagrafe delle imprese, infatti, più del 66 per cento delle aziende femminili ha meno di 15 anni e ha conquistato, via via, un peso maggiore sul tessuto produttivo. Le imprese nate dal 2010 in poi incidono per oltre il 26 per cento sul totale delle imprese registrate nello stesso periodo, quasi 5 punti percentuali in più rispetto alla media generale. L’imprenditoria al femminile, poi, si presenta più cosmopolita. Quasi una donna alla guida d’impresa su 10 parla straniero in Italia (contro l’8,68 del totale imprese). Sono 121.397 le aziende straniere in Italia, numericamente più presenti in Lombardia (20.182), nel Lazio (14.607) e in Toscana (12.857).

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