Villaggio “Le Rocce” - Foto di Giuseppe Sbisà/ Panoramio Google Maps

In difesa della bellezza – Il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni, ha convocato per martedì 3 marzo alle ore 19 una nuova seduta municipale per discutere della situazione di Taormina Arte e dell’ordine del giorno urgente sul «Bando di gara per project financing indetto dalla Provincia regionale di Messina volto all’acquisizione e individuazione di soggetti privati relativi alla conservazione e alla rinaturalizzazione dell’area “Le Rocce” e dell’annessa struttura ricettiva alberghiera tramite lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sita in località Mazzarò». Tempi della politica permettendo, dovrebbe aprirsi una discussione interessante che metterà al centro del dibattito la città di Taormina con il rispetto del suo territorio. Un concetto chiave che non può essere banalizzato, soprattutto se il marchio “economico” della Perla dello Jonio è la bellezza. La calamita che attira milioni di turisti da tutto il mondo. La speculazione edilizia e il rischio di imbruttire il paesaggio, del resto, sono pericoli reali per la città. Anzi, già in parte Taormina è stata “violentata” dall’ingordigia e dalla mancanza di amore per il territorio.

«È necessario un intervento forte dell’Amministrazione» – Commettere lo stesso errore nel momento storico in cui si parla di sostenibilità dell’architettura sarebbe qualcosa di inaccettabile. Così dopo l’ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri comunali di “Taormina Bene Comune” (Piero Benigni, Graziella Longo e Antonino Moschella), anche il gruppo “Taormina Futura” ha voluto ribadire la necessità, per quanto riguarda il promontorio delle “Rocce”, di impedirne la privatizzazione e di avanzare una proposta di utilizzo e valorizzazione: «In coerenza con il Programma di tutti i candidati a Sindaco, che ponevano al primo posto la tutela del territorio e lo sviluppo sostenibile ed in coerenza con le delibere consiliari numero 48 e 56 del 2007, finalizzate a difendere dalla privatizzazione il promontorio delle Rocce, che costituisce ed è oggi classificato come SITO DI INTERESSE COMUNITARIO “Isola Bella, Capo Taormina e Capo S.Andrea” (SIC ITA 030031), riteniamo necessario un intervento forte e deciso dell’Amministrazione Comunale per impedire da una parte la privatizzazione di un luogo simbolo del nostro territorio e dall’altra per ideare ed avanzare una proposta di utilizzo e valorizzazione».

L’idea di “Taormina Futura” – La presa di posizione di “Taormina Futura” è netta e in continuità con quanto espresso dal gruppo “Taormina Bene Comune”. Un’unità di intenti che fa ben sperare per l’immediato futuro: «Considerato che, fino ad oggi, non sono ancora stati adottati gli atti conseguenziali rispetto alle sopra citate delibere, ed anzi, in sede di Conferenza dei Servizi, disattendendo tali indicazioni, il rappresentante del Comune non ha espresso alcun parere contrario rispetto al progetto di finanza proposto da un’impresa privata, riteniamo necessario dar corso ad atti amministrativi concreti (e non semplici atti di indirizzo) per la salvaguardia del territorio, ed in tal senso riteniamo positivo l’ordine di servizio impartito all’Ufficio Urbanistica per la predisposizione di una delibera da sottoporre al Consiglio comunale per l’adozione di una variante cautelativa al P.R.G. con destinazione ad attrezzatura culturale e di pubblico spettacolo, prevedendo la creazione di spazi pubblici a verde, dando risalto alla tipica flora marina mediterranea, creando luoghi panoramici di sosta e ristoro per i turisti, restaurando le strutture esistenti da adibire a locali aperti al pubblico come bar, boutique, ristoranti, punti d’incontro con sale riunioni, aree per concerti musicali all’aperto e quant’altro compatibile con le caratteristiche ambientali dell’area».

Trasferimento dei beni della Provincia – Infine il gruppo politico di maggioranza propone che l’amministrazione comunale si attivi per mettere in pratica l’iter per il trasferimento dei beni della Provincia presenti sul territorio: «Rilevato infine che le Provincie Regionali non esistono più per Legge ed i loro beni dovrebbero per logica passare agli Enti Locali, si propone che l’Amministrazione attivi l’iter per il trasferimento dei beni della Provincia presenti sul territorio comunale, impegnando quindi il Sindaco, nelle more del perfezionamento di tale processo, a contattare il Commissario Provinciale per avviarne l’iter e, nel contempo, bloccare ogni diversa altra destinazione».

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