La particolarità del mondo del teatro – Da qualche giorno a questa parte il mondo del teatro ha perso uno degli esponenti più importanti del Novecento. Si tratta di Luca Ronconi. Era la sera del 21 febbraio quando molti dei suoi colleghi stavano lavorando sul palco di qualche teatro del Paese (o erano seduti in platea) e sono stati informati del decesso. Qualche minuto dopo la morte del regista 82enne è rimbalzata sui social network, dove i fan e le persone che lo hanno sempre ammirato e rispettato, trascorrevano qualche ora di svago e relax dopo una giornata di lavoro o di studio. È chiaro che il dolore ha unito tutte le persone, ma nel mondo del teatro quando si perde qualcuno di caro e che ha fatto la storia di quel contesto artistico, si ha la sensazione di aver perso una parte di se. Qualcosa che non tornerà mai più. Un vuoto che non potrà essere colmato, ma verrà messo da parte con il trascorrere del tempo. Il cursus honorum nel mondo della cultura di Luca Ronconi è noto a tutti, ma c’è un momento della sua vita che lo lega con l’attualità della città di Taormina.

Quando Ronconi si diplomò alla “Silvio D’Amico” – Era il lontano 1953, quando un giovane Ronconi si diplomava all’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Il primo trampolino di lancio per diventare un attore famoso e apprezzato dal pubblico di qualsiasi età e genere. Del resto è sempre stato così. Dall’Accademia “Silvio D’Amico” sono passati esponenti insigni del mondo culturale italiano. Il contesto teatrale e cinematografico del Belpaese deve molto a questa palestra artistica. Come non citare Vittorio Gassman, Adolfo Celi, Nino Manfredi, Paolo Panelli, Andrea Camilleri, Monica Vitti, Gian Maria Volontè, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Massimo Dapporto, Remo Girone, Sergio Rubini, Anna Marchesini, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Luca Zingaretti, Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio. Personaggi del passato e del presente che hanno e continuano a calcare le scene dei teatri e del mondo dello spettacolo cinematografico italiano e internazionale.

Accademia tra tagli e tempi tecnici – Peccato, perché questo centro pulsante di cultura non aprirà una sua sede nella terrazza che si affaccia sul mar Mediterraneo. Era il 10 dicembre del 2014 quando si parlava dell’opportunità di avere la “Silvio D’Amico” a Taormina. Un’Accademia di importanza internazionale che avrebbe potuto contribuire a smuovere la complicata situazione economica in cui versa la città. Un’istituzione culturale che avrebbe portato giovani brillanti da tutta Italia, che avrebbero potuto svecchiare questo luogo. Per questi motivi l’amministrazione comunale con l’assessore alla Cultura, Alessandra Caruso, aveva iniziato a dialogare con l’Accademia. La proposta, mettendo da parte le strumentalizzazioni politiche, era stata interessante: «Oltre una cospicua cifra economica per un quinquennio in vista dell’attivazione del Corso di laurea triennale in Recitazione, il comune si sarebbe impegnato a mettere a disposizione i locali per lo svolgimento del corso, garantire la sorveglianza e la manutenzione degli edifici resi disponibili». Certo, qualche spesa doveva affrontarla anche l’Accademia e a quanto pare è qui che sono emersi i problemi. A causa dei tagli da parte del Ministero, la “Silvio D’Amico” declinerà l’invito della città di Taormina. Si tratta, dunque, di problemi interni all’Accademia che comprendono anche aspetti tecnici e burocratici i quali renderebbero complicata l’attivazione, entro un periodo di tempo ben delimitato, del Corso di laurea triennale. Niente da fare, ma almeno l’idea per rilanciare Taormina e realizzare la famosa “destagionalizzazione” non era sbagliata. Comprensibile, dunque, aver battuto questa strada, perché come diceva Luca Ronconi: «Ho sempre pensato che si sopravvive meglio se le direzioni non sono una sola ma diverse».

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