Venti di burrasca, mareggiate con onde alte tre metri e il porto di Tremestieri, per l’ennesima volta, è stato chiuso. Il vento, nelle ultime ore, ha soffiato oltre gli 80 chilometri orari e la sabbia è tornata nell’approdo. Stesso disagio, stesso mare. È meglio utilizzare l’ironia su una vicenda che sta assumendo delle conseguenze a dir poco comiche. Il comune di Messina, con il testa il sindaco Renato Accorinti, si intestardisce a mantenere in vita questo porto.

Una struttura che grava in maniera consistente sulle tasche dei contribuenti, considerando che diverse volte all’anno l’amministrazione comunale è costretta a pagare una società per tirar fuori la sabbia che, tra qualche mese, si riproporrà. Un meccanismo di spreco insopportabile, soprattutto in un momento storico come quello attuale. Già durante gli ultimi mesi del 2014 la criticità si era riproposta e tra mareggiate e burocrazia che avevano rallentato la riapertura del porto, la vicenda era diventata insostenibile. Dire che da queste parti “nulla cambia” è solo un eufemismo.

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