L’Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto, nel corso delle ultime settimane, ha operato una radicale riorganizzazione dello scalo di alaggio pubblico situato all’interno del porto di Riposto. L’attività si inserisce in una più ampia opera di verifica demaniale che ha interessato tutto il litorale ripostese sin dagli ultimi mesi del 2014 e che tuttora in corso. Già cinque concessionari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica Catania per occupazioni abusive di pubblico demanio marittimo ed innovazioni non autorizzate su diverse aree sia nel porto che nelle immediate vicinanze. Sono inoltre in corso indagini per identificare i responsabili degli abbandoni di rifiuti e del deposito di due piccole unità da diporto per le quali si è proceduto al sequestro.

Per quanto riguarda, nel dettaglio, lo scalo di alaggio pubblico, a metà gennaio sono stati convocati tutti i proprietari delle unità ivi depositate al fine di organizzare il riordino della zona ed avviare un procedimento condiviso di generale aggiornamento dell’Ordinanza che disciplina l’area. Quella in vigore, infatti, è una regolamentazione emanata 15 anni fa (Ordinanza numero 33/2000) che deve essere allineata alla chiara destinazione d’uso che ha assunto quell’area del porto a seguito dello sviluppo dell’infrastruttura e delle concessioni rilasciate dalla Regione Siciliana. La nuova disciplina manterrà sostanzialmente inalterata tale destinazione ma ottimizzerà l’utilizzo dello scalo al fine di agevolare le unità di maggiori dimensioni o con licenza di pesca professionale, che ora potranno essere depositate nella zona più vicina al mare. Tutte le altre, ordinate per lunghezza, dovranno rispettare una disposizione più severa. L’obiettivo dell’Autorità Marittima non è solo migliorare la funzionalità ma anche tutelare la valenza turistica di quella zona del Porto che si inserisce appieno nel seafront della città. L’ordine e la pulizia del lungomare sono il primo biglietto da visita per i turisti che vengono dal mare sia di Riposto che di tutto l’interland.

Per questo motivo il riordino ha comportato anche una radicale opera di pulizia dei rifiuti accumulati negli anni, riuscita grazie alla fattiva collaborazione dei concessionari dei cantieri limitrofi, come la Boat Service, ma soprattutto con l’intervento del Comune di Riposto, in tutela dell’igiene pubblica. L’Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto intensificherà in controlli per perseguire penalmente gli abbandoni di rifiuti in quell’area così come in tutto il porto. L’utilizzo del sistema di videosorveglianza e, a breve, la chiusura delle sbarre di accesso del molo Foraneo a tutti i veicoli non autorizzati, permetteranno di tutelare in maniera ancora più efficace il porto contro il malcostume che più di una volta, negli anni, ha creato situazioni di forte degrado. L’attività di vigilanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo proseguirà ora nelle altre aree portuali così come lungo tutto il litorale al fine di perseguire le occupazioni non autorizzate del pubblico demanio marittimo e, ancora di più, chi lucra su questi abusi.

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