Nel corso della giornata di presentazione del “Punto Zero” a Milazzo (Me), ovvero il sistema di rilevamenti sulla qualità di aria, acqua, latte materno nelle zone ad alto rischio ambientale ed autofinanziato con i fondi del gruppo parlamentare europeo EFDD, l’eurodeputato siciliano M5S Ignazio Corrao ha annunciato la possibilità concreta che l’Italia venga pesantemente sanzionata nel caso in cui, a causa dello Sblocca Italia, consenta la ricerca di idrocarburi con trivellazioni sia nell’entroterra che in mare, lungo le coste, aggirando le norme in materia di protezione ambientale. Corrao sta portando in questi giorni il caso Sicilia e Basilicata in tema di trivellazioni, alla ribalta nazionale con una serie di incontri per la Settimana Verde. «Abbiamo presentato una integrazione alla denuncia dello scorso novembre ed una ulteriore interrogazione alla Commissione Europea la quale – ha dichiarato Corrao – durante gli scambi finora intercorsi, ha usato come principale argomentazione il fatto che il termine per la trasposizione della direttiva 2013/30/UE non sia ancora scaduto e che non vi sia motivo per escludere che l’Italia rispetterà la nuova normativa europea. Con i nostri nuovi atti abbiamo richiamato il rispetto del principio di leale cooperazione comunitaria di cui all’art. 4 del Trattato UE e i principi di precauzione e azione preventiva di cui all’art. 191 del TFUE. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per difendere il futuro del Mar Mediterraneo dal rischio delle conseguenze devastanti e irreversibili per l’ambiente e le economie costiere, richiamando testualmente la Direttiva 2013/30/UE».

Sulla questione trivellazioni, sono numerose le contestazioni sollevate dai deputati M5S sia a livello regionale con il DDL Voto e la proposta di un referendum abrogativo promossi dal presidente della Commissione Ambiente all’Ars Giampiero Trizzino, a livello nazionale con i diversi atti parlamentari della deputata siciliana Claudia Mannino, che a Bruxelles con le interrogazioni a firma dell’eurodeputato alcamese Ignazio Corrao. «Il testo finale della nuova normativa è colmo di potenziali violazioni delle direttive europee – aggiungono Ignazio Corrao e Giampiero Trizzino – dall’esclusione degli enti locali e dei cittadini dalle varie fasi del procedimento amministrativo alla mancata valutazione ambientale strategica per il piano che individua le aree strategiche su cui vale il regime semplificato; dal mancato riferimento agli ambienti marini e costieri sensibili alla centralizzazione di tutte le funzioni in capo al Ministero dello Sviluppo Economico. Pericolosissimo, infine, il rilascio di un titolo concessorio unico per le fasi di ricerca e sfruttamento dei giacimenti, rilasciato a seguito di una valutazione ambientale preliminare le cui modalità non risultano affatto chiare. Su questi e altri punti attendiamo fiduciosi gli approfondimenti della Commissione Europea».

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