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L’astuzia dell’Isis – Far leva sulla disperazione della gente per creare disordine. Potrebbe essere questa la strategia dell’Isis che, arrivata sulle coste libiche, inizia a pensare all’Italia e in particolar modo alla Sicilia dove si trovano diversi centri di accoglienza. In questi luoghi, come si ripete dalla scorsa estate, la situazione è critica. Non ci sono posti e le persone vengono ammassate come se fossero animali. Una situazione delicata che potrebbe far esplodere qualche protesta e nel caos, si sa, chi vuole compiere atti terroristici può muoversi con maggiore libertà. Non è un caso, come riportato dal “Corriere della Sera”, che anche in questi giorni dove il mar Mediterraneo non è calmo e la stagione dei cosiddetti sbarchi è ancora lontana, che centinaia di migranti stanno arrivando senza sosta sulle coste siciliane. Che sia chiaro, questi individui non arrivano perché inviati dai fondamentalisti islamici. Giungono in quanto temono morte e disordini in Libia e vengono autorizzati a fuggire in un momento “ben preciso”. L’Isis, in un contesto del genere, gioca d’astuzia. Sa bene che la sua avanzata e la propaganda tra un taglio di testa e un altro, provoca paure che portano a fughe di massa.

Tra Pozzallo e Lampedusa, oltre il limite di decenza – E più i libici fuggono verso la Sicilia e maggiori sono i disordini per l’Italia e l’Europa, che da diverso tempo fa fatica a gestire un flusso migratorio continuo e massiccio. È una spina nel fianco per il vecchio continente e soprattutto per il nostro Paese che viene lasciato solo ad affrontare un esodo epocale. Di fronte a un evento del genere l’Isis può avere maggiori possibilità sia di infiltrare i suoi uomini tra i disperati, sia di creare scompiglio tramite l’incapacità italiana ed europea di gestire una migrazione di queste proporzioni. Ieri sono arrivati a Pozzallo (Ragusa) 249 profughi, che si aggiungono alle centinaia giunti nelle ultime ore e alloggiati nel centro di accoglienza. Il primo e più consistente gruppo, di 160 persone tra cui due donne incinte, è stato trasbordato dalle motovedette della Guardia costiera. Il secondo, di 89 persone, è stato prelevato da una nave mercantile che si è poi diretta verso il porto ragusano per giungervi nel primo pomeriggio. Anche l’isola di Lampedusa ha dovuto fare i conti con sbarchi e negli ultimi giorni sono arrivati 650 migranti.

La paura di perdere il controllo della situazione – Inutile ribadire che le strutture di accoglienza sono al collasso. Non solo in Sicilia, ma anche nelle altre regioni italiane. Il peggio, però, deve arrivare. Una marea di 200 mila persone è prevista per le prossime settimane. Migranti ammassati come animali nei porti del Nord Africa vengono improvvisamente lasciati andare verso la Sicilia. Per quale motivo se non quello di creare un caos senza precedenti? I posti a disposizione nei Centri del ministero dell’Interno sono praticamente finiti e a Lampedusa il limite di sopportazione è stato superato ormai da diversi mesi. Nelle prossime ore si proverà a raschiare il barile. Si chiederà ai presidenti delle regioni di trovare altri alloggi e con ogni probabilità verranno requisiti alcuni stabili per creare nuovi spazi. La politica del mettere le pezze, del temporeggiare per paura e incapacità di prendere qualche decisione sta portando il Paese a una situazione insostenibile. La Sicilia, per ragioni geografiche, è la prima regione che sta pagando questa politica balbuziente. Nelle prossime ore verranno potenziati i controlli al confine con i militari, ma il rischio è che tutto possa degenerare da qui a qualche settimana.

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