“Gli anni al contrario” di Nadia Terranova, giovane scrittrice messinese, è la vicenda di Aurora e Giovanni che vivono negli anni Settanta e da quegli anni sono segnati. Aurora e Giovanni l’incontriamo quando ancora non si conoscono, adolescenti, figli di due famiglie borghesi di Messina. L’autrice ce li presenta in un lungo prologo: Aurora Silini, secondogenita di quattro maschi e due femmine, figlia del “fascistissimo” direttore del carcere cittadino, alunna modello di un rinomato istituto religioso, da piccola non ha mai giocato con le bambole, crescendo ha tentato di fumare ma è stata scoperta e fermata dal padre-padrone; Giovanni Santatorre terzogenito di un avvocato, marxista, bambino difficile, come sottolineavano gli insegnanti, da piccolo amava giocare a pallone, crescendo marinava la scuola per andare nella sezione locale del Pci.

Entrambi si iscrivono, con motivazioni profondamente diverse, in Lettere e Filosofia, scegliendo proprio quest’ultimo corso di laurea: Aurora come parcheggio momentaneo, aspettando che esca il concorso a cattedra per maestra e Giovanni, invece, come conferma delle sue idee sempre più marxiste-leniniste.  Aurora studia per conquistare libertà e spazi personali e di fatto ci riesce, cambia look, stringe amicizie, conquista una discreta autonomia; Giovanni non studia e anela a diventare eroe di quella rivoluzione respirata nella casa paterna in particolar modo per il tramite dei suoi amici, tutti rigorosamente iscritti al partito marxista-leninista, che vengono da Roma, Bologna e Milano e che lui ospita a casa e  va a visitare spesso, organizza un corteo ambientalista contro il progetto del Ponte sullo Stretto e si trasferisce a Taormina, dove lavora come portiere di notte in un albergo. Sarà proprio l’Università che li farà incontrare e una gita a Stromboli innamorare. Una gravidanza, un matrimonio frettoloso, una “casa in miniatura” li metterà davanti alle loro responsabilità di adulti, cresciuti troppo in fretta. Infatti, Aurora è ancora troppo figlia per poter essere madre e Giovanni ancora troppo idealista per poter essere all’altezza di confrontarsi con il quotidiano. Il loro rapporto così tra separazioni, fughe, riavvicinamenti e ritorni non riuscirà mai a decollare.

Ruolo chiave dell’ultimo romanzo della Terranova è quello di Mara, figlia di Aurora e Giovanni, che ha tutta quella maturità, serenità, profondità che manca proprio ai suoi genitori. Epilogo amaro quello scelto dall’autrice, un destino tragico che segnerà per sempre Aurora e Giovanni. Narrato in terza persona, con uno stile pulito, “Gli anni al contrario”, pur essendo supportato da una documentazione storica attenta del periodo storico conosciuto come gli anni di piombo, centra la narrazione sui tre personaggi principali lasciando sullo sfondo gli eventi.  Questa è «la storia di un uomo e una donna che si amano, ma sono incapaci di sopravvivere all’utopia di un mondo da salvare. Soprattutto, sono incapaci di salvarsi». Nadia Terranova, classe 1978, è nata a Messina e vive a Roma. Tra i suoi libri, “Bruno. Il bambino che imparò a volare” (Orecchio Acerbo 2012) che ha vinto il Premio Napoli e il Premio Laura Orvieto che è stato tradotto in Spagna. Collabora con “Il Magazine” e “pagina99″. “Gli anni al contrario” (Einaudi, 2015) è il suo primo romanzo ed è diventato già un caso letterario.

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