C’è chi può – Quando in Sicilia si scrive una commedia, o la si fa bene oppure è meglio non perdere tempo. Meglio dedicarsi ad altro e non “amminchiarsi” con qualcosa di complicato. Non è cosi, a quanto pare, per la sanità sicula. Dopo le polemiche per il piano dell’assessore Borsellino, che a causa di interessi politici rischia di ridimensionare le eccellenze ospedaliere e lasciare in piedi i veri sprechi, e le morti di due bimbi a Catania e Trapani, ecco che è arrivato il momento comico. Si, perché non resta altro da fare che ridere. Come riportato questa mattina dal quotidiano “Unione sarda”, il direttore del 118 di Palermo è stato colpito da un malore durante la vacanza ad Alghero (Sassari) e ha chiesto l’arrivo in Sardegna di un elicottero dalla Sicilia. L’uomo ne ha chiesto l’intervento per essere trasportato e operato nel suo ospedale di fiducia. Pochi giorni dopo che una bimba non ha trovato soccorso in ben tre ospedali catanesi, ecco un altro schiaffo ai familiari della piccola e a chi, meschino, crede ancora alla sanità uguale per tutti. Diciamo, invece, che per qualcuno è più uguale di altri.

Il pronto intervento da Palermo – Non una ma due equipe si sono levate in volo per soccorrere ad Alghero, dove era in vacanza, il direttore del 118 di Palermo, vittima di un aneurisma. «L’uomo – si apprende dal quotidiano – ha rifiutato il ricovero in Sardegna, ha chiamato la centrale operativa, ha fatto levare in volo l’elicottero (a Palermo si viaggia anche di notte) e si è fatto venire a prendere». L’episodio risale alla notte del 15 gennaio scorso poco dopo le 23, quando alla centrale del 118 è arrivata la segnalazione di un turista con un forte dolore al petto. I soccorsi dall’ospedale civile di Alghero erano stati immediati ed era arrivata un’ambulanza medicalizzata. Il paziente rimane lucido e all’ospedale «si scopre che quel turista si chiama Gaetano Marchese, ha 60 anni ed è il direttore della centrale operativa del 118 di Palermo». Dopo aver assistito alla Tac e ricevuto la diagnosi di aneurisma in corso «rifiuta il ricovero davanti alla diagnosi e chiede l’intervento diretto della centrale siciliana del 118 che fa decollare l’elicottero che arriva alle 6 del mattino ad Alghero».

Due equipe a zero – “Minchia” che prontezza. Come funziona bene la sanità siciliana. Un vero fiore all’occhiello. Peccato che la stessa prontezza non si sia verificata a Catania qualche giorno fa. Ma del resto i genitori della piccola non dirigevano nessun pronto soccorso e non avevano santi in paradiso. In seguito il paziente viene caricato sull’elicottero del 118 siciliano «per raggiungere Palermo due ore e mezzo dopo con due equipe e due rianimatori ad assisterlo» nel trasporto verso il suo ospedale di fiducia. In attesa delle difese d’ufficio e delle minacce di dimissioni da parte di qualche assessore che si sente “offeso”, la Sicilia si ricorda che l’ingiustizia è un tratto distintivo anche di questa stupenda terra. C’erano dubbi? No, è solo un’ennesima “storia semplice”. Come quelle raccontate da Leonardo Sciascia, anche se appena si sfoglia qualche pagina della vicenda si scoprono intrecci da far venire la rabbia fin sopra l’ultimo capello. Il letterato siciliano introduceva la sua “Storia semplice” con una frase di Durrenmatt sulla giustizia che in un contesto del genere sembra attuale: «Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia». Già, scandagliamole perché in una società del genere possono esserci solo delle possibilità.

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