Il Comune di Santa Marina Salina ha espresso la propria solidarietà alla manifestazione di protesta che nella giornata di ieri ha affollato le vie di Messina contro il previsto ridimensionamento del trasporto ferroviario sullo Stretto. Presente il Sindaco Massimo Lo Schiavo che, insieme ad altri Primi Cittadini provenienti dal comprensorio tirrenico ed anche dalla vicina Calabria, ha scelto di far sentire la sua voce contro un provvedimento che rischia seriamente di mettere in discussione il già problematico rilancio dell’economia siciliana e che potrebbe costare la perdita di svariati posti di lavoro. «Stamattina in piazza c’era l’orgoglio di un’intera Regione – spiega il Sindaco di Santa Marina Salina Massimo Lo Schiavo – e di un’area, quella dello Stretto, a cui le Isole Eolie sono legate non solo geograficamente. La riforma delle Province siciliane, che sancirà la definitiva nascita della Città Metropolitana di Messina, nella cui area è ricompreso anche l’Arcipelago eoliano, ci impone di prestare grande attenzione alle problematiche che investono l’intero comprensorio e che, giocoforza, finiranno per incidere anche sul nostro modello di sviluppo».

«Siamo stufi di essere umiliati e continuamente penalizzati dai tagli imposti dallo Stato, anche perché troppo spesso gli stessi sembrano motivati più da cieche logiche di risparmio che non dalla volontà di intervenire concretamente sugli sprechi. Chi è sceso in piazza questa mattina non lo ha fatto per gridare un no a qualcosa ma per mettere all’ordine del giorno l’annoso problema della mancanza di strategie di crescita. Occuparsi di come favorire lo sviluppo dell’economia e di come migliorare anche il carente sistema di trasporti in Sicilia è obbligatorio. Sono questi alcuni dei temi da approfondire se si vuol puntare, non solo a parole, a far crescere il movimento turistico, a favorire il traffico delle merci e delle persone ed a garantire così il sacrosanto diritto alla continuità territoriale. Tagliando i treni a lunga percorrenza, ad esempio, si taglia di fatto l’Italia in due e si impone alla Sicilia di viaggiare troppo lentamente rispetto alle altre Regioni italiane, un po’ come i treni che oggi la percorrono. Per cominciare chiediamo quindi investimenti sui servizi da offrire ai viaggiatori, sulla rete ferroviaria e sulla rete di trasporti in generale perché non è accettabile, ad esempio, che ancora oggi, per coprire la distanza tra due capoluoghi, ci si impieghi lo stesso tempo che ci si impiegava quarant’anni fa».

«Gli interventi da mettere in campo dovrebbero affrontare in prima battuta i problemi già esistenti ed atavici, senza pensare di crearsene degli altri tagliando quel poco che c’è in termini di servizi. Partendo da qui si potrebbe dunque discutere di come intervenire per rendere più efficiente il sistema nel suo complesso. Chi arriva e parte dalla Sicilia e chi si muove in essa per lavoro o per vacanza, lo deve poter fare comodamente e rapidamente: anche così la nostra Regione potrà essere messa in condizione di competere ad armi pari sul mercato e creare dei presupposti accettabili per uscire dalla crisi che la attanaglia. “Isolani si, isolati no”, lo slogan che nasce alle Eolie e che oggi i manifestanti hanno voluto fare proprio per urlare il loro disagio, descrive bene, dal mio punto di vista, l’orgoglio, le paure ed anche le speranze di tutti i siciliani».


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